Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1937
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pagina
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1864
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1864
Kalikst Morawshl
del Papa alla commissione che sarebbe stata incaricata di precisare i suoi diritti. Con tutto ciò non rinunziava già all'idea dell'intervento armato in favore di Pio IX. Per calmare la Corte di Gaeta sottolineava che Pinto e Spini, inviati romani a Torino, non avevano un carattere ufficiale. Lo stesso, del resto, il confermò MuzzareHi nella lettera ai suoi inviati1} in Piemonte.
Nel frattempo l'intervento straniero complicò ancora di più l'imbroglio romano. H Governo spagnuolo si rivolse a tutti i Governi cattolici proponendo un intervento per ristabilire il potere temporale della S. Sede. Gioberti si oppose energicamente a quell'idea* Rispondendo al ministro degli affari esteri di Spagna Bernard de Lis sconvolse la diplomazia introducendo nella sua nota un vocabolario nuovo: parlò in nome di tutta la Penisola e non soltanto del Piemonte negando agli stranieri ogni diritto di mescolarsi negli affari interni dell' Italia, nel conflitto interno, còsi definiva la questione romana, che sarà regolato dagli Stati italiani senza bisogno dell'intervento straniero. Egli parlava come se la Confederazione fosse già un fatto compiuto. La questione religiosa, continuava Gioberti, è collegata strettamente alla questione puramente politica del conflitto interno tra il Papa sovrano temporale ed i suoi sudditi. Il Papa sarebbe diseredato per sempre se volesse tornare con l'aiuto straniero alla sua capitale. Oltre a ciò gli Stati italiani non potevano riconoscere all'Austria il diritto d'intervenire nei loro affari interni. Questo passo di Gioberti fu accolto favorevolmente dall'opinione pubblica in Piemonte, specialmente nell'ambiente moderato.a)
Ma i circoli diplomatici criticarono aspramente il linguaggio di Gioberti ricordandogli che fino a quel momento esistevano soltanto i singoli Stati italiani godenti di piena indipendenza
1) 15 gennaio 1849, FAMMI, IH, p. 182.
2) La nazione, 22 gennaio 1849, articolo di G. M. Cargnino.