Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1937>   pagina <1867>
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// governo di Gioberti
1867
dallo svolgimento degli avvenimenti nei suoi Stati, acconsentì a tutto, mapoi, seguendo I consigli del suo ambiente sim­patizzante coll'Austria, lasciò la capitale recandosi a Siena (30 gennaio). Cosi finì la prima parte della lotta per la Costituente in Toscana.
Gioberti appena salito al potere osservava con grande atten­zione gli affari dell'Italia centrale. Seguirà qui la stessa via che a Roma: porre il freno alle velleità radicali del Governo toscano, limitare i poteri ed il significato della Costituente, assicurarsi il concorso del Granducato nella guerra coll'Austria, ecco i suoi scopi principali.
Volle approfittare della sua amicizia con Montanelli per dis­suadergli i passi rivoluzionari e per indurlo alla moderazione. Questo non fu del tutto facile:
Le plus grand embarras da gouveracment c'est la Constituante. M. Montanelli, ministre des affaires étrangeres de Toscane, nomine à théories, très entèté, tient à faire xeussir son project d'une Constituante souveraine dans ses décisions et nommé par le suffrage universe!. M. Gioberti ne veut ni le suffrage universel ni la souveraineté, il ne veut qu'une representarion des Etats Italiens nommés par eux et chargé seulement d'exprimer et de faire valoir leurs interèts et leurs volonté. De là au projet de M. Montanelli il y a loin, aussi negocie t-on pour l'y faire renoncer.*)
Così apprezzava la situazione il Bois le Comte e le sue parole rispecchiano esattamente le difficoltà e la differenza tra la Costituente di Montanelli e quella che pareva inchine ad accettare il Gioberti. Né l'uno ne l'altro voleva cedere. Gioberti non poteva acconsentire alla Costituente monta-neHiana senza compromettere i diritti della dinastia sabauda. Era da prevedere che il Re Carlo Alberto non l'avrebbe mai accettata, così come l'esercito, devoto al suo Sovrano.
i) Arch. des Aff. Etr., voi. 322, p. 559.