Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1937>   pagina <1872>
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1872 'Ralik*i Morawski
Piemonte uno Stato costituzionale, mentre Napoli si era messa sulla via della reazione. La situazione interna del Regno delle Due Sicilie era abbastanza difficile. Dopo il 15 maggio la Corte riacquistò il potere e cominciò ad abolire gradualmente la Costituzione, ma ciò nonostante il Parlamento, pur essendo accanitamente combattuto, esisteva ancora e faceva Poppo* sizione al Governo di Bozelli: la democrazia e il liberalismo napoletano vivevano a stento ma pure vivevano. In queste condizioni l'alleanza con il Governo piemontese, che si diceva democratico, poteva provocare nuove difficoltà a Ferdinando II, che voleva farla finita con il regime liberale. Ma il Piemonte si preparava alla guerra con l'Austria: se avesse vinto, la Corte di Napoli, dichiarandosi troppo presto per Vienna, avrebbe potuto trovarsi in una posizione delicata. La migliore situazione era dunque di aspettare finché le cose non si fossero schiarite, e questa via adottò il Governo di Napoli. Gioberti nominò come ministro sardo presso il Re di Napoli il sena­tore Plezza, le cui istruzioni dovevano bene disporre i Napo­letani verso il Piemonte ed il nuovo ministro. H ministro napoletano a Torino Ludolf in una lettera al Cariati l'infor­mava che Gioberti riconosceva pienamente i diritti di Ferdi­nando II sulla Sicilia1* e che domandava il pronto accesso del Re alla confederazione. Gioberti non gli nascondeva che fra poco sarebbe spedita una missione in Sicilia ma voleva farlo d'accordo con il Governo regio. Lo stesso troviamo nelle istruzioni al Plezza del 2 gennaio 1849. Inoltre vi troviamo un brano caratteristico riguardo il congresso federale di Torino.
Potrebbe essere che il Re di Napoli avesse ricevuto cattive infor­mazioni del Congresso federativo tenuto a Torino. In questo caso il J signor ministro assicurerà il Governo napoletano che il programma del Congresso ebbe per base la Costituzione presente dei vari Stati Italiani
i) 28 dicembre 1848, ÀNZILOII'I, La funzione, pp. 31-32.