Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1937
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pagina
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1875
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// governo .dì Gioberti 1875
le opinioni sue personali e non del ministro e che riserba vasi di studiare meglio quanto riguardava la Sicilia. Avuto contezza di tutto ciò 3 sig. Perez, sempre a Torino come componente la Commissione per l'offerta della Corona, andò a trovare il Gioberti e ne riferì ai signori Amari e Pisani. M'era riescilo disporre meglio l'animo del Presidente del nuovo ministero in favor nostro. Attesa la premura che mostrava in quel momento il Governo piemontese per la convocazione d'una Costituente italiana i nostri commissari ritenevano che il Gioberti avrebbe tutto concesso al Re di Napoli per averlo seco di accordo. *)
Queste parole dell'inviato siciliano in Piemonte rispecchiavano bene la situazione. Da una parte le tendenze separatiste dell'isola, dall'altra un tentativo continuo di riunirla a Napoli onde dirninuire il numero degli Stati italiani e affrettare così l'unione della penisola. Da questo contrasto nacque la sfiducia reciproca: la politica pronapoletana di Gioberti fallì su tutta la linea; ne Sicilia ne Napoli si dichiararono per lui.
La sua politica estera oltrepassava i confini dell'Italia. Molto tempo e un'attenzione sempre crescente dedicò ai rapporti del Piemonte con gli Stati non italiani. Il primo posto occupava la questione dei rapporti coll'Austria. Gioberti era essenzialmente ostile alla monarchia austriaca e deciso a combatterla come ostacolo principale all'indipendenza e all'unità d'Italia. Così non trascurava nulla che potesse nuocere al Governo viennese: seguiva con simpatia i movimenti rivoluzionari a Vienna, in Boemia, in Ungheria e voleva spingere i Croati egli Slavi balcanici alla lotta contro il nemico comune. Cercando dappertutto i nemici dell'Austria voleva mettersi d'accordo con la Confederazione Germanica, idea che in caso di riuscita avrebbe potuto essere salutare all'Italia. Ma la Dieta di Francoforte, malgrado le sue tendenze liberali, era animata da uno spirito nazionalista ostile all'Italia.
In ogni caso si ritenevano in Germania l'Istria e l'Alto Adige paesi appartenenti alla Confederazone e si minacciava
*) TOBREARSA, p. 602 C 8UOC,