Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1937
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pagina
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1877
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// governo di Gioberti 1877
altro valore che di un desiderio dei Patriotti. Rimproverò in conseguenza ai suoi successori di trascurare i buoni rapporti con la Francia e, come capo di Governo, mise al primo posto il riavvicinamento con la Francia e il suo soccorso militare. Si mise in contatto con Bois le Comte e nelle conversazioni quasi quotidiane che ebbe con lui non gli nascose la situazione difficile in cui si trovava il Regno sardo. L'elezione del principe Luigi Napoleone gli procurò un'ottima occasione per intavolare le trattative.
Gli mandò una missione speciale, che ufficialmente andava per porgere al Presidente i complimenti del Governo piemontese, ma, di fatto, avrebbe dovuto sollecitare il soccorso francese. Luigi Napoleone da parte sua ricambiò la cortesia mandando al Re il gen. Palet, che doveva sbrigare certe faccende politiche e spiegare che il Piemonte avrebbe potuto difficilmente contare sulla collaborazione francese in caso di guerra con l'Austria.l) L'opinione francese s'interessava molto delle cose italiane. 11 progetto dell'intervento piemontese in Toscana e a Roma fu accolto a Parigi con molta benevolenza:
On approuve à Paris la condiate de Gioberti et particulièrement Fenvoi des troupes à Sarzana qui a pour but d'empecher Fintervention de FAutriche. 2)
scriveva il ministro degli affari esteri francese a Bois le Comte. Per agire più efficacemente a Parigi Gioberti vi mandò come ministro G. Ruffini, che prese il posto del marchese Brignole-Sale, genovese, legato al partito aristocratico e mal disposto per i governi democratici. Ma la missione di Ruffini diede scarsi risultati. Quel diplomatico di opinioni abbastanza avanzate non aveva alcuna pratica nel suo mestiere e non fu in grado di affrontare tanti compiti delicati. Gioberti gli aveva
1) Arch. dea Aff. Etr. voi. 323, pp. 185-141.
2) Ibid., p. 229.