Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1937
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pagina
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1890
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1890
Kalikst Morawski
Stati italiani, l'alleanza con la Francia, la ricerca dei nemici da scara ventare addosso all'Austria furono le direttive principali. Passando alla politica interna piemontese ci troviamo di fronte ad una evoluzione verso i partiti di destra. Com'è noto Gioberti arrivò al potere con l'appoggio degli elementi radicali e contro la volontà dei conservatori, che erano convinti che Gioberti fosse irrevocabilmente sotto l'influsso dei circoli di sinistra. Abbiamo visto come la prima dichiarazione al Parlamento fu una sorpresa enorme per tutti, e mise in dubbio la sincerità delle sue opinioni democratiche. I democratici erano per la Costituente di Montanelli, aspramente combattuta dal nuovo capo di Governo, e predicavano la guerra immediata coli'Austria, mentre Gioberti accettava la mediazione e non nascondeva che bisognava aspettare prima di rischiare un'altra guerra. I democratici infine partecipavano ai disordini avvenuti a Livorno e Genova, contro i quali si dichiarò il democratico presidente del Consiglio dei ministri. Cosi dal primo giorno vi fu un conflitto latente tra Gioberti e coloro che l'avevano aiutato a salire al potere. Quest'ultimi non sis taccarono subito da lui perchè in parte non capirono subito che Gioberti ripudiava il loro programma, in parte perchè sarebbero rimasti compromessi e senza capo. Molti l'avevano appoggiato troppo rumorosamente e perciò non potevano ritirarsi adesso senza provocare malintesi e scandali politici. Così i radicali furono costretti per il momento a nascondere la loro disillusione e, per lo meno, a tollerare il nuovo governo. In dicembre del 1848 il partito radicale prevaleva non soltanto in Piemonte ma in Italia in generale. Di qui, la posizione delicata in cui si trovò il Governo torinese. Specialmente Genova non lasciava dormire in pace i ceti dirigenti del Regno. Questa città non aveva mai dimenticato il suo glorioso passato e di essere stata una volta una repubblica indipendente. La borghesia professava le idee liberali, il popolo inclinava a repubblica. V'era inoltre un antagonismo municipale tra Genova e Torino. Dal 1846 in poi vi