Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1937>   pagina <1897>
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Il governo di Gioberti 1897
secondo lui non pensava sinceramente alla causa nazionale e alla guerra; ora il progresso del radicalismo lo costrineva a cercare un'intesa col campo conservativo. I repubblicani, ragionava Gioberti, volendo realizzare il loro sogno della repubblica italiana non prendono in considerazione lo stato effettivo delle forze attive in Italia. Combattendo la monarchia e specialmente quella piemontese privano la Nazione dell'unico elemento capace di sostenere la guerra con l'Austria.
La stampa conservatrice non gli risparmiò gli encomi. Lo stesso Costa de Beauregarde trovò parole calde per lui. La Nazione sottolineava il valore degli argomenti giobertiani ed il coraggio con il quale si era staccato dalla sinistra, augurando da questo passo un migliore avvenire al Piemonte.
Tutt'altro fu il linguaggio della Concordia che si lagnò di non aver trovato nella dichiarazione governativa nessun accenno contro i Gesuiti e i reazionari. In polemica con Gio­berti il giornale dichiarò che la Costituente romana potrebbe legalmente sopprimere il potere temporale del Papa e che il Piemonte avrebbe dovuto inchinarsi in questo caso davanti alla volontà popolare. L'articolo terminava con un appello indirizzato a Gioberti:
Noi siamo pure con Voi per la guerra pel Regno Italico, per la Costituente Federativa. Ma opera pronta ed efficace. Ma la fedeltà ai vostri principi in tutto e per tutto. A questa condizione noi vi con­tinueremo il nostro debole appoggio. Se no, per quanto ci costi, no. librati come siete fra due opposti estremi la Vostra posizione, lo ricono­sciamo, è sommamente difficile. Ma sarà tanto più meritorio il superarla felicemente. *)
La situazione interna del Piemonte si complica sempre più. I radicali vogliono la guerra perchè la mediazione non dà nessun risultato pratico. Ma Gioberti vorrebbe rimandare la
i) Epilogm d'un Regne, p. 437. 2) 12 febbraio 1849.