Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1937
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pagina
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1902
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1902 Kalikst MorawsH
avrebbe avuto più il carattere della spedizione, intrapresa per difendere i diritti del sovrano legittimo e avrebbe potuto essere interpretato come una guerra d'aggressione per soddisfare le mire egemoniche del Piemonte. Trovandosi di fronte all'opposizione del Governo cui presiedeva, Gioberti presentò le sue dimissioni al Re (20 febbraio 1849). H Re, dopo una breve esitazione l'accettò e così fini l'esperimento del governo democratico.
Diverse furono le cause della sua caduta. La causa immediata fu l'opposizione incontrata in seno al Governo e al Parlamento, il quale nelle sue mire radicali oltrepassò i disegni di Gioberti. I caporioni parlamentari, Rattazzi, Valerio, Sineo, non condividevano le sue opinioni nelle questioni della Costituente, democrazia, politica estera. Così colsero la prima occasione per eliminarlo, tanto più che neanche il Re Carlo Alberto vedeva di buon occhio l'esperimento giobertiano al quale nel momento decisivo rifiutò il suo appoggio.
Durante questo breve periodo di due mesi Gioberti dimostrò come intendeva realizzare il suo programma e le sue teorie. La democrazia si ridusse al miglioramento della sorte dei poveri e all'educazione del popolo senza dargli troppi diritti politici. Si oppose al progresso del radicalismo e alla Costituente politica di Montanelli. Tenne fermo all'indipendenza d'Italia e al Regno dell'Alta Italia, indispensabile baluardo contro l'invasione straniera. Con queste sue idee non trovò l'appoggio incondizionato in alcun partito esistente: fu dunque costretto a cercare gli alleati tra diversi partiti secondo le circostanze, cominciando dalla sinistra, colla quale arrivò al potere, fino alla destra con la quale ebbe molte tesi comuni nell'ultima fase della sua presidenza. In questo vediamo una conseguenza logica della politica dialettica che attenuava le differenze e tendeva alla collaborazione di tutti i partiti. Riteneva sempre di essere nocivo vincolarsi con un solo gruppo, anzi la vera missione di un uomo di Stato responsabile vedeva