Rassegna storica del Risorgimento

CURTATONE E MONTANARA
anno <1937>   pagina <1905>
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FONH E DOCUMENTI I
ANCORA SUL FATTO GLORIOSO DI CURTATONE
E MONTANARA
Frugando fra le carte, che un bottegaio di Cucigliana presso- Ca­scina mise a mia disposizione due mesi fa, per vedere se ci fosse qual­cosa d'interessante, ho trovato due lettere importantissime, inedite, che descrivono la battaglia di Gurtatone e Montanara.
Per quanto questo glorioso fatto d'arme sia abbastanza conosciuto, specialmente dopo i lavori dell'Oxilia, del Nerucci e la pubblicazione delle famose Memòrie del Battaglione Pisano fatta nel 1898 dal Comune di Pisa, pure esse meritano di essere pubblicate non solo per alcuni particolari nuovi, ma anche per i giudizi che vi si fanno.
Sono scritte da due professori dell' Università di Siena e dirette a un collega, pure della stessa Università, Leopoldo Pio Ceccarelli, insegnante di dritto canonico, da Montechiaro, il 5 giugno 1848. La prima è del prof. GabbrieHi Salvatore, tenente medico-chirurgo del Battaglione universitario, che faceva parte dello Stato Maggiore; la seconda, colla stessa'data e scritta dalla stessa località della prima, è del prof. Alessandro CorticeUi di Urbino, fisiologo ed igienista dell'Università di Siena, già maggiore della sezione senese della Guardia universitaria, passato poi al grado di capitano della 2a Compagnia per riguardo al Mossotti, più anziano di lui. Il prof. Ceccarelli, a cui son dirette, già capitano della Guardia Universitaria di Siena, con l'ufficio di custodire l'ordine e la disciplina interna dell'Università, era partito anche lui volontario, ma poi per la insistenza delle sorella Nena, a lui molto affezionata, e dei parenti tutti, in seguito al decreto del Granduca con cui s'intimava agli impiegati, fra cui anche ai professori, di riprendere i loro posti, se n'era tornato al suo paese natio, Cucigliana.
Interessante in queste due lettere è la .constatazione che la ritirata non fu certo ordinata, per la mancanza di disciplina; ma essa non si potè dire neanche una fuga. Quel disordine sarebbe stato vantaggioso, perchè, dopo l'eroico combattimento, i nostri, essendosi sparpagliati pei campi di grano, poterono sottrarsi in questo modo alla vista del nemico che l'inseguiva e salvarsi in buon numero, mentre se si fossero ritirati ordinatamente in massa lungo la strada, l'artiglieria nemica li avrebbe decimati Curioso il particolare della grossa palla, di non