Rassegna storica del Risorgimento

CURTATONE E MONTANARA
anno <1937>   pagina <1906>
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1906 Michele Lupo Gentile
comune intelligenza, che attraversò la linea dei nostri a un palmo appena di distanza dal luogo dove stavano i professori, ai Iati dei loro plotoni, e quell'altro della palla di moschetto che entrò in una tasca del Mossotti senza che egli se ne fosse accorto, se non la mattina dopo. Ambedue i professori lodano ed esaltano la fermezza e il coraggio degli studenti toscani che, se fossero stati coadiuvati da sei pezzi di cannoni in più, da una buona direzione e una regolare disciplina soggetta ai comandi, avrebbero impedito a ogni costo il passaggio agli Austriaci, a malgrado del loro numero stragrande e della formidabile artiglieria. MICHELE LUPO GENTILE
I.
All'Ili0 Sig. Prof. Leopoldo Pio Ceccarelli
Cascina per Cucigliana Montechiaro, 5 giugno 48.
Dal giorno 13 maggio, in cui l nostri respinsero l'attacco nemico arrecandogli grave perdita,1) fino alla sera del 28 dello stesso mese, gli Austriaci stettero rintanati entro Mantova senza mostrarsi. In quella sera più volte i nostri avamposti gridarono all'arme perchè vedevansi appressare dei picchetti di cavalleria. Sulle prime ore del mattino il nostro Generale fu avvertito dal general Bava che un forte corpo di truppe era penetrato in Mantova, che probabilmente i nostri campi sarebbero stati attaccati* e che se avesse conosciuto essere il numero degli assalitori troppo superiore a quello dei suoi soldati resistesse alquanto, ma poi ripiegasse ordinatamente presso Goito.
Infatti circa le otto lungo le vie di Mantova si elevarono nubi di polvere, e si verificò la sortita del nemico; i nostri si posero sotto le armi, e si prepararono all'as­salto. Questo cominciò circa le 10 x/a antim. contemporaneamente a Curtatone e Mon­tanara. Il campo di Curtatone lo comandava lo stesso Laugier che aveva il Quartiere Generale alle Grazie ad un miglio di distanza, quello di Montanara forte di circa 2000 uomini ed ove si trovava il Saracini colla colonna Pisano-Senese, era capitanato dal Giovannetti. Il Battaglione Universitario che era alle Grazie fu disposto in colonna presso Curtatone lungo la strada; la cavallerìa gli stava dietro; ed alcune compagnie di Granatieri rimaste alle Grazie formavano la riserva. Gli altri erano alle barricate e trincee costruite per difendere il campo ove erano altresì tre cannoni. L'artiglieria cominciò a fulminare da ambe le parti, la fucilata parimenti era vigorosissima, ed i nostri nelle prime due ore si sostennero così bene che l'esito della battaglia rimaneva sempre indeciso. Un razzo cade sventuratamente entro un cassone di munizioni nostre. esplode, ed incendia le nostre polveri. La maggior parte dei cannonieri cadono uccisi feriti ed abbruciati miseramente;2) quindi in tanto scompiglio i tiri dei nostri cannoni vennero meno. Per questo fatto il nemico potè avvicinare la sue artiglierie che erano numerose ed avvicinare altresì le suo colonne, le quali accortosi che alla nostra sinistra
*) I nostri in un combattimento accanito di circa 4 ore avrebbero inflitto a 5000 austriaci delle perdite considerevoli, vedi G. U. OXILIÀ, La campagna toscana del 1848 in Lombardia, Firenze, Scober, 1904, p. 145.
2) È noto l'episodio dell'elbano Gasperi, che, investito dalle fiamme, si strappò mutande e camicia e nudo e insozzato di polvere e sangue combattè come un leone sino all'ultimo. OXHJA, op. cà p. 222,