Rassegna storica del Risorgimento
CURTATONE E MONTANARA
anno
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1937
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pagina
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1907
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Ancora sul fatto glorioso di Curi alone e Montanara 1907
dalla parte del lago non avevamo bocche da fuoco si mossero per prenderci di fianco. I nostri si difendevano bravamente colla fucilata, ma il nemico rispondeva col cannone, ed i suoi colpi erano cosi pressi che quasi eguagliavano quelli della nostra mosche t-teria; si poteva dire che era un fuoco dì fila di cannoni. 1 loro colpi erano cosi bene aggiustati, ohe tutte le loro palle razzi bombe granate mitraglie 'cadevano entro il nostro campo o ferendoci, o minacciandoci d'appresso di morte. Dopo tre ore di combattimento i nostri cominciarono a mostrare sgomento e trepidazione, allora fu fatto avanzare il Battaglione universitario e diviso a sinistra e a destra del campo. Quei giovanotti'cominciarono una fucilata vivissima, ma il cannone nemico che aveva aperto in qualche punto la trincea, e rovinato un mulino ed alcune case che servivano di difesa; le bombe che scoppiavano frammezzo a loro; le colonne nemiche che numerosissime si avanzavano alla nostra sinistra circondandoci, resero vana la loro eroica difesa, e dopo aver combattuto per cinque quarti d'ora fu ordinata la ritirata.
Questa non fu ordinata come avrebbe dovuto essere per la solita ragione della mancanza di disciplina, ma io credo che nel caso nostro sia stato vantaggioso quel disordine perchè dispersi i nostri pei campi ove il grano poteva sottrarli alla vista del nemico che gì'inseguiva, poterono salvarsi in buon numero, mentre l'artiglieria e la cavalleria gli avrebbe troppo crudelmente maltrattati se si fossero ritirati in massa lungo la strada. Deploriamo la perdita del Pilla 0 ferito nel petto dalla mitraglia, e del Ginnasi ferito nella testa; il primo morì subito, il secondo sarà forse prigioniero. Degli scolari ne mancavano 49, ma pare che tra morti e prigionieri non saranno che una ventina. La nostra compagnia senese ha sofferto più grandi perdite dell'altra; Io Stocchi, il Pantanelli, Ademollo, il Sani, il Corsi, il Santini, il Fierli ed altri pare che sieno rimasti sul campo o morti o prigionieri. Anche il Montanelli che era fra i civici si crede morto; per ora non possiamo numerare o qualificare le vittime; ritiensi però che sono molte specialmente fra i cannonieri, e fra la truppa di linea. Non v*è alcuno fra noi che non abbia corso pericolo, tale e tanta era la pioggia dei proiettili. Poco mancò che una palla di cannone uccidesse tutti i Professori che stavano ai lati dei loro plotoni; essa percorse lungo la loro linea ad un palmo forse di distanza; altra palla percuotendo il terreno davanti il primo plotone del nostro battaglione lo saltò tutto di rimbalzo ed uccise due cacciatori a cavallo. Insomma tutti fummo esposti alla morte. Ci ritirammo sopra Goito,, ed ivi ci raccozzammo; sulla sera giunsero i Piemontesi. Nel mattino successivo andammo a Guidizzuolo, poi a Volta, poi di nuovo a Guidizzuolo, Castiglione e Montechiaro ove siamo tuttora. A Montanara si dice che il fatto fu anche più sanguinoso; fin qui non ne conosciamo i particolari, ma si aspetta presto la colonna di Giovannetti. A Montanara, perchè più scoperti, i nostri furono circondati da tee lati. Il Saracini ed il Laudi si dicono prigionieri, l'Alberti ferito e con questi altri molti. Si voleva dagli Austrìaci soccorrere Peschiera prendendo alle spalle l'esercito di Carlo Alberto. La nostra resistenza di una giornata impedì ai nemici di occupare Goito ove troppo tardi accorsero i Piemontesi, e quindi diede agio a Carlo Alberto di disporsi a ricevere l'assalto. Il presidio di Peschiera disperando di esser più soccorso si reso. Crediamo col nostro valore di aver contribuito alla resa di quella fortezza tanto importante; e ti so dire che se avessimo avuto sei pezzi di cannone di più, il nemico tornava in Mantova scornato. Di qui speriamo presto di andarcene a Broscia. Colà non so che sarà di noi. Già sappiamo che molti genitori sono in cammino per riprendere i loro figli, e
i) II prof. Leopoldo PHHa dell' Università di Pisa.