Rassegna storica del Risorgimento

RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1917>
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Giuseppe Galletti nella sua corrispondenza, ecc. 1917
Ciò non ostante, benedice l'alba deHa nuova libertà. Iddio bene­dica la nostra libertà, onde sia ferma, e perenne: gli uomini la salvino e suggellino colla forza, e, se occorra, col loro sangue . E se venisse giorno in cui fosse minacciato, egli volerà ad unirsi ai difensori del suo paese, ed a perire per esso, La mia presenza potrebbe svegliare molti, e produrre grande diserzione nelle truppe papali. E sempre l'uomo che sogna, che s'illude, che è fuori dalla realtà, che non com­prende d'aver perduto terreno: chi, per questo, vorrà muovergli rimprovero? Si potrebbero tacciare di non sinceri quei suoi senti­menti? Io non oso crederlo. Più che un'ostentazione, amo pensarli un abito, diventato, per quei nostri padri, una stessa cosa con gli animi loro, per cui essi sapevano, come seppero, veramente soffrire, combattere, vincere e morire, da magnanimi, quando occorse.
H 13 settembre 1859, il Galletti mandò in dono al Museo di Bologna, un fenicottero imbalsamato e dei minerali, dono pel quale fu tramite il buon Angiolino Rizzoli.
DAL 1860 AL 1863
Venti lettere. Galletti sta attento alla politica internazionale e non gli sfugge il significato di tutto quanto accade. L'opuscolo: Le Pape et le Congrès del barone di La Gueronnière, il Thouvencl succe­duto al Walewski gli fanno intrawedere assai chiaramente che per il PapaRe può essere finita, pur convinto che il Papa resterà Papa.
Il Galletti, anche Direttore di miniere a Montevecchio di Sar­degna, si preoccupa della educazione popolare, della di lui parteci­pazione alle vicende nazionali. Quindi, Io tengo questa mia popo­lazione al corrente di tutti gli avvenimenti più considerevoli, affiggo i bollettini de' fatti importanti, tengo esposte, ove occorra, le carte geografiche, educando così questi poveri Sardi che vivono negletti e rozzi. Essi vai compensano con un amore ed un rispetto che supera ogni credenza . Così, in una lettera del 30 aprile, nella quale dice pure: Questa mia ti giungerà mentre sarai ancora fresco delle feste e delle gioie per la visita del Re galantuomo: queste esultanze tanto
raccogliere parecchi altri fili. Bicordo d'aver ivi lotto che anello Mattioli Giuseppe Camillo, Gavazzi Alessandro,... venuti pure essi a Bologna a vedere se c'era nuilu da fare, furono pedinati, ammoniti ed accompagnati a confini o avvertiti di non agitarsi tanto.