Rassegna storica del Risorgimento
RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
1918
>
1918
Giovanni Maioli
giuste e meritate si svegliano per fatalità, mentre in Sicilia si versa il sangue per la libertà... : ciò che indica, ancora una volta che il Galletti aveva occhio alle cose della Nazione, vicine e lontane.
Nella lettera da Genova, dell18 settembre, viste le insinuazioni e le calunnie che si spargevano, specialmente a Bologna, sul di lui conto, fa una larga professione di fede politica, dalla quale apprendiamo, se ne avessimo avuto bisogno, che il Galletti, pur tendendo a idee repubblicane, per ragioni di opportunità contingente, era con Vittorio Emanuele e Garibaldi, e cioè col partito d'azione, messe da parte tutte le ideologie sue più care.
... Io fui e sono franco e leale seguace di Re Vittorio Emanuele e della politica che intende a riunire sotto il suo scettro Italia tutta; io fui e sono con Garibaldi e colla sua spada gloriosa e indipendente; e mi stimerei o pazzo o traditore della patria se formassi un pensiero, se avessi un'aspirazione verso la Repubblica . Dichiarazione che viene assai bene completata da quella che segue: Amo la repubblica e veggo in essa quel bello estetico che dovrebbe reggere l'intera umana famiglia, ma non la tengo attuabile in questi tempi; anzi stimerei parricida chi mandasse solo un grido per invocarla. Detesto i partiti che hanno per bandiera un nome: la mia bandiera è quella che guida all'unione d'Italia, quella di Vittorio Emanuele e di Garibaldi che combattono per essa; e sarei lieto se, quantunque grave di anni e di patimenti, potessi sugellare col mio sangue questo mio sentimento che forma il sospiro della mia vita .
La nomina di Minghetti a Ministro degli interni, nel novembre 1860, lo fa dare in un grave sfogo, perchè tale elezione tronca del tutto le mie giuste speranze di un posto, o nell'armata, o nel Governo, e potrei dire ancora calpesta la promessa fattami da Cavour ,
E vanta chi vorrà dire vanto non giusto ? d'aver agito e proseguito ad agire e a soffrire, dal 1821 in poi, come pochi in Italia.
Nella lettera del 15 luglio 1861, è l'atto esplicito di accusa contro il Minghetti, con elenco di tutti i capi di imputazione. I due egregi uomini, che non s'erano mai visti di buon occhio, si allontanarono definitivamente, l'uno dall'altro, dal 15 novembre 1848 in poi, senza più. possibilità né di comprendersi né di avvicinarsi, anche per chiarire tanti piccoli equivoci, che uniscono per diventare grossa faccenda, quando non c'è più. modo di frenare dicerie, ombre e montature.