Rassegna storica del Risorgimento
RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
1921
>
Giuseppe Galletti nella sua corrispondenza, ecc. 1921
ni.
C. A.
Ti xmgrazio: molte lettere da Roma mi avevano già dato eguale annunzio, il quale mi ha messo in un convulso incredibile. Finora però io non ILO alcun avviso oiìisiale, e potrebbe anche togliersi da me questa procella, la quale se da un lato mi lusinga, dall'altra però mi spaventa, perchè mi sento inatto alla grandezza del peso. In questi momenti il Ministro di Polizia è il primo Ministro dello Stato. Addio. Fa di mettere dubbia la cosa, siccome lo è, mentre tra l'altre cose mi si scrìve che Roma esulta per la scelta, ma che lo spavento di un certo ceto potente è incredibile. Davvero che io gli debba far paura! Addio di nuovo
H tuo Galletti. 12 Marzo' 48.
Dbno Sigr D* Nicola Cocchi
S. P. M.
IV. Caro Angioino, (Primavera' 1848).
Ho ricevuta la tua lettera, e ti rispondo in gran fretta con un saluto per te per la tua famiglia, e per i tuoi Compagni d'Uffizio. Io debbo molti ringraziamenti al D* Canetti, tanto più che io non lo conosco, ed amo che tu mi dia qualche indicazione di lui onde potergli scrivere una. riga. Fallo subito. Duolmi ohe il Colonnello sia angustiato, ma in questi tempi bisogna tirar dritto alla meglio senza ago* meritarsi. Gli presenterai questa mia. A quest'ora sono partiti da Roma più di 5/m persone alla volta della Legazione fra Civici, truppa, e volontari: è un'entusiasmo incredibile: è una Crociata: le raccolte Bono rìchissime: oro, gemme, monili piovono sai banchi stabiliti nelle pubbliche piazze, onde ricevere offerte per mantenere le truppe che marciano. I primi principi seggono a questi banchi. Io non so cosa sarà: certo però è che se gli Italiani non si redimono oggi, bisognerebbe che fuggissero svergognati d'Italia per nascondersi nel deserto. Nulla perciò delibero sul conto mio quanto al mio posto in Bologna, e farai conoscere con bel modo che prosegno anche ad essere al Comando della Guardia, onde ninno alzi la .cresta contro di te. Dammi nuove, ma certe, e succinte, e scritte a modo di bollettino. Addio
Il tuo Giuseppe. AH'IUmo Signore Sig. Angelo Rizzoli Bologna.
V. Mio Caro,
Ho ricevuto le tue lettere; non posso che rispondere due righe per l'immensa angustia.
Non mi parlare del Rùninese R... *) Egli è il più scellerato che esista sulla terra e ti basti. Sento i mali che deplori in Bologna, e mi duole di non potervi riparare, perchè in materia di spirito pubblico, e di previdenza nulla si può insegnare, e influire quando le popolazione non sente e prevedo da se Io però vado sperando che si scuoteranno, e scrivo oggi se mi rimane un momento a Zucchina. Tu resta pure al tuo
J) Renzi?