Rassegna storica del Risorgimento
RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
1925
>
Giuseppe Galletti nella sua corrispondenza, ecc. 1925
XI.
C. Angiolino,
Quantunque la tua lettera non sta molto chiara, tuttavia credo di vedervi fermo che il lavoro delle Fontanelle non abbia a costare a me che Se. 40., e la condotta. del Sabbione. Se la cosa sta cosi, non occorre altro, e cosi sia dunque stabilito; ma guarda bene che non vi siano poi di quei maledetti accessori che vi lasciano sempre incerto della spesa, e bisogna intendersi chiaro: bisogna cioè che sia chiaramente convenuto che con quella somma, pia la condotta del Sabbione io debbo avere la Casa compiuta, imbiancata e adoperabile nel vero senso volgare. Credi poi a me essere la più grossa pazzia che 1 male ed il guasto sia proceduto dall'avere usato della malta invece di sabbia, e tu.stesso col tuo buon senso devi vederlo.
Una casa costrutta colla malta, come sono quasi tutte del basso Bolognese e Ferrarese si scioglie a un*innondazione, si sconnette ad un terremoto, si buca se vi eade addosso un peso, se l'urta un carro; ma non si piega a dritta e a sinistra come faceva la mia povera casupola: questo è male di fondamenti, e poi di fondamenti e di cattiva costruzione. Te Io ripeto perchè se non si fa una solida base torniamo da capo. Cerca di portare il pagamento al più tardi possibile, ma il lavoro sia eseguito immediatamente: non ridere; vengo a posta da Roma per vedere come stia.
Siamo sempre in tempesta; non mi rimane tempo di dirti altro; e ti saluta
Il tuo Affino Galletti
(Sola firma autografa). Roma 26 Luglio 1848.
xn.
Caro Angiolino,
Ho parlato con 5. Santità del Curato di Badi: le ho fatto la storia di tutto, e mi ha risposto che egli non pud ora interloquire, essendo cosa che spetta allo Arcivescovo di Bologna. Bisogna perciò che dirìgga la istanza a lui; se poi egli o non vuole concedere; o crede di non poter concedere allora o l'Arcivescovo stesso rimetterà tutto al Papa, o il Curato si volgerà ad esso direttamente mostrando come sia stato respinto dall'Arcivescovo, e farò io allora quello che potrò perchè la cosa riesca. Intanto il Papa è prevenuto* e disposto bene.
Tu avrai già saputo ora che mi si è fatto il tristo regalo di volermi riconfermato nel Ministero, ma io non posso restarvi a lungo: ho ceduto ora perchè ho creduto che in mezzo ai pericoli che ci sovrastano il ricusare sarebbesi interpretato sinistramente, e perchè in Roma nasceva qualche brutto fatto; ma ripeto* non posso rimanérvi se non si mata qualche Ministro, e se non mi ai danno più larghi poteri. Intanto fra le angustie Io privazioni, le fatiche incredibili io mi logoro la vita, e mi odo da tutti il complimento cho sono ora assai più abbattuto che non lo era quando sortiva dal Forte: però resisto, perchè veggo la necessità di farlo, e perchè veggo che -faccio quel poco di bene che mi è concesso. Intanto un caldissimo rapporto che io presentai al Papa nel 22 cada intorno allo stato attuale nostro, cho potrai leggere da mia moglie, ed altri rapporti coraggiosamente fattigli, e cho nessuno ha avuto il