Rassegna storica del Risorgimento
RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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1928
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1928
Giovanni Maioìi
XVHL Gàio,
Appena potrò dare uno sguardo al dettaglio fard di occuparmi del tuo Tacco-mandato. Trascorro una vita che è miracolo se resisto. E tanto più mi è grave 1 orrendo peso perchè mi è piovuto adosso mentre lo fuggiva, e abbisognava di riposo. Ma spero di liberarmene presto, appena che senza nota di viltà, e senza pubblico danno potrò farlo. Addio
II tuo Galletti. Roma 8 Xbre 48.
Sig. Capitano Leonida Matte!. Bologna.
XDL
Caris.
Parla con Onofrio o con mia Moglie, giacché l'uno dei due deve avere i mezzi si sborsare gli se, 15 ad Orsoni. Avverti bene che nel pagarglieli e ritirare la ricevuta devi fare due cose: 1 Cumulare con essi anche la ricevuta degli se 10 già pagati prima. 2 mettere nella ricevuta quanto segue Ricevo (in conto) garantendo la solidità del lavoro, e la stabilità della casa.
Oggi è giorno della pia grande solennità ed importanza. Respinta la Deputazione al Papa, convocate ad urgenza le Camere, creata la Commissione per proporre il mezzo onde provvisoriamente supplire alla mancanza del Sovrano, vale a dire di uno de* tre poteri costituzionali, oggi la Commissione, dopo esaurite tutte le cure, va a proporre questo mezzo, ed il pericolo è grave: una parte del Popolo vorrebbe romperla affatto: un'altra, ed è la maggiore, vorrebbe salvata affatto la dominazione Pontificia: le Camere sono in questa opinione, e questa salverebbe da un'invasione straniera, benché una rappresentanza eletta dalle Camere suplisse al Papa, poiché, comunque in fatto cessasse di regnare, avrebbe però ancora l'apparenza della Sovranità. Questo conflitto potrebbe produrre qualche movimento: comunque sia, io non mi scoraggio, e procedo avanti senza timore. Ma vorrei poi che mi si lasciasse e subito tornar mene a casa in premio di quanto ho fatto: di meno non si può domandare; eppure non so come ottenere ne manco questo perchè ogni partito mi vorrebbe al potere. Saluta la famiglia e gli amici e credimi sempre
Il tuo Giuseppe. Roma 11 Xbre 48.
XX.
Mio Angiolino,
Scrivo ad Onofrio perchè ti rimborsi degli se. 20: ma fermati bene e non dargli altro per ora ad Orsoni, perchè voglio vedere in questa primavera se il lavoro regge* Per Bassoni fa tu quello che credi: sappi però che io ho avute alcune brighe per lui e per Rizzoli di sua Commissione, cosicché b possibile che ricordandolo non voglia niente. Egli non mi ha poi mai scritto.
Finalmente non sono più. al potere: dopo firmata la legge sulla Costituente il mio Officio ed il mio Mandato fini, e quantunque non si volesse qui in Roma sentire neppur accennare che io mi togliesBi dal potere, pure io aspettava colla pia grande ansietà una occasione: ieri sera mi giunse, e l'afferrai subito, mandando ieri sera stessa la mia dimissione. Ora Bologna sarà lieta, o soddisfatta, ma non sarà mai contenta come lo sono io. Tu non mi hai scritto mai niente delle calunnie che si vomitavano