Rassegna storica del Risorgimento

RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1934>
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1934
Giovanni Maioli
XXVHL
Mio Caro Angiolino, Genova 3 7bre 50.
Ti scrivo queste poche righe cogli occhiali, perchè la mia vista si è da qualche tempo sì mdebolita, che quando ho lavorato -un'ora o poco più, gli oggetti ini si confondono e senza il soccorso delle lenti non potrei più proseguire; ciò mi dà molta pena, tanto più pensando al crescere probabile di questo indebolimento, che mi toglierebbe l'unico conforto che mi rimane, l'occupazione. Tuttavia non mi spavento. I tristi casi che mi narri e tuoi, e dei più sono la funesta conseguenza di una reazione altrettanto crudele quanto stolida, e bisogna rassegnarsi: quando la misura sarà colma, Iddio ne troncherà il corso, che un torrente sì largo di mali esso non lo comporta a lungo. Io ti ringrazio del pensiero pietoso, ed amico che ti animò; e conosco sempre più la tua affezione per me ! fa cuore e pensa che vi sono migliaia più bisognosi, e più martoriati di te. Io non ho mai saputo che Cuzzani e Zncchini sieno stati a Genova: certo è, che io non li ho veduti: Mar escotti l'ho veduto una volta per caso; mi sfuggiva, forse per viltà d'animo, benché dovesse trattarmi diversamente, ricordando come l'ho trattato io, specialmente, in Roma nel Maggio, ove per mio mezzo ottenne di andarsene, mentre il suo Coman­dante glielo negava. *) Del mio libretto sulle ipoteche; dimandane alla mia famiglia, la quale a quest'ora dovrebbe averne avuta qualche copia. Fa di riavere i Capricci di Cavallini, o almeno di indicarmi con precisione quali sono, copiandomi il frontespizio (Fogni muta, che farò di averli da Milano. Se il bocchino di nuova invenzione.di metallo foderato di legno coi due congegni è realmente utile, e se non costa un Diavolo, lo aquisti: la mia famiglia ti darà il denaro occorrente, ed io farò di rimborsarla: gli altri ne* quali mi dici che vi si trova maggior comodità pel labbro superiore non comprendo quali varietà possano avere dal comune: veggo bensì le facilitazioni che possono aversi in quello che ha il piano movili ile, vale a dire in quello che ti ordino. Quando lo avrai in pronto, se non hai occasione sicura, fa che sia diretto a Livorno a qualche persona fidata in una scatoletta e consegnato all'Amministrazione dei Vapori Sardi in Livorno onde sia rimessa alla direzione del Sig* Raffaele Rabattino Direttore dei Vagoni Sardi in Genova: me ne scrivi contemporaneamente onde io possa prevenirnelo, e ritirarla. Dirai a Righi che lo risaluto: che Pagliacci è andato da qualche tempo a Torino, e che cercherò di Lomellini che non conosco e non credo in Genova. Risaluterai quelli tutti de* quali mi hai mandati i saluti, e dirai loro, che quantunque annidino in Bologna i maggiori nemici d'ogni generoso sentimento, pure l'amo sempre egualmente la mia diletta patria, perchè so quanto raccolga ancora di buono, di generoso, e di tempra Italiana. Tu mi saluti a nome di un Masi; e chi è? Se è Giuseppino, accetto di cuore il suo saluto, e gli darai un bacio per me, dicendogli, che, quantunque miserabile, ricordo e penso a quanto gli debbo: Se fosse mai I'av0 Masi Predo, del Tribunale di Commercio, rifiuto il saluto di un tristo. Stringerai per me la mano al buon Marabini, darai un bacio a Lodovico, ed ai suoi figlioletti e tu ricevi un abbraccio ed un bacio col più vivo senti­mento del desiderio dal tuo
AJF.mo cugino Giuseppe. (
Al Sig. Angelo Rizzoli presso il Negoziante Sig. Lodovico Tran, Bologna.
J) Cfx. A. M. GnjsAXBKim, Un Diaria..., eh., a p. 13.