Rassegna storica del Risorgimento
RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
1935
>
Giuseppe Galletti nella sua corrispondenza, ecc. 1935
XXIX. Caro Angiolino,
Ho avuto il bocchino e le pive, e va benissimo quello, come sono buone queste: se non hai potuto vedere mio figlio poco male; egli è occupato molto, ed avrà sperato che tu andasti da lui. Quello che bai speso dillo a lui, e te ne rimborserà. Quanto all'Avorio, audrò subito in Porto-franco, e se trovo un vero vantaggio, ne comprerò tre o quattro pezzi buoni per un bocchino: del che ti scriverò se riesco. Io non penso a farmene uno d'Avorio, dacché questo mi va bene, e lo spendere mi è grave: tanto più che andrò fra pochi giorni in Sardegna a sepellirmi fra orrende gole di monti per attendere ad una numera di piombo nella quale, onde mangiare, ho avuto un impiego. E un sacrifizio, ma lo fo con animo sereno! Gli è anche per questo che ora non scelgo più verun pezzo di Musica. Se avessi da scegliere, prenderei la Fantesca dedicata ad Alesarti, e le Variazioni sopra un tema di Mercadante (purché non sieno quelle dedicate a Corradini perchè le bo): come prenderei le 5 mute di Capricci; ma, ripeto, per ora non vi penso più. Quanto a que* miei libretti, io ne bo messi in spedizione molti, ma la mia sfortuna ha fatto che non ne giungano che pochissimi: la ragione è naturale, e tu devi ben conoscere che se passa il libro di Farmi, gli è per meriti che non ha il mio*) tuttavia spero che ne verranno, e se vedi Onofrio, e ti assicuri che appena giungono ne dia a te, ne avrai subito: ma tu vedi bene che quel povero mio figlio sta in Campagna, e che bisogna che tu lo cerchi, onde non abbia egli a correre qua e là per trovarti: una riga li servirà meglio. Prima di partire gli scriverò io stesso. Nulla so della Società Genovese per la Strada Ferrata da Ancona a Bologna, ma credo che non sarà mai sì imprudente da assumere un'impresa che fallirebbe subito, quando almeno la strada non venisse continuata da un lato fino a Roma, e da Roma a Civitavecchia, e dall'altro non si attaccasse colla strada sul Lombardo Veneto: senza queste comunicazioni quel tronco da Bologna ad Ancona, se fosse isolato, sarebbe rovinoso per gli imprenditori, ed i Genovesi hanno buon naso. Se mi vorrai scrivere in Sardegna ti darà Onofrio il mio indirizzo, o darai una riga a lui. Ti ringrazio di ogni tua cura; saluta Lodovico e la Gigia, e da un bacio ai Nipoti. Ricordati sempre del tuo Aff.mo
Cugino Giuseppe. Genova 23 Ottobre 50.
Al Sig. Angelo Rizzoli presso il Negoz0 Lodovico Trari, Bologna.
XXX.
Mio Caro Angiolino,
Furono due i pezzi di Avorio che comperai, attissimi entrambi per due bocchini; e se per la via un pezzo non è stato perduto, ve ne debbono essere due, ed entrambi per te. Mi sorprende come Onofrio nulla t'abbia detto; ma se lo interrogavi, ti avrebbe risposto, poiché scrissi, sé non a lui, a mia moglie, che te li consegnassero entrambi,
1) Il lavoro, accennato alla fine della lettera XXVII, e, nuovamente, qui, in contrasto anche con l'opera del Farmi, lo Stato Romano, ò l'opuscolo del GALLETTI, Intorno alla pretesa seonoseensa verso Pio IX> di cui discorre A. M. Gius ALBERTI, in Un Diario... cifcM introduzione e frammenti di Memorie del Galletti stesso, alle
pp. 14-16. ~. J*
Il Galletti ne torna ad accennaro nella lettera XXXIV, più innanzi.