Rassegna storica del Risorgimento

RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1936>
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1936
Giovanni Maiali
che desiderava di avere io un bocchino, e che l'altro era per te: che infine i due pezzi erano di tale grandezza, che poteva rimanere qualche pezzetto vendibile, onde atte­nuare la spesa della fattura. Il cerchietto che vi vedi lo feci io in entrambi i pezzi.
Scriverò a mia moglie, perchè Onofrio deve essere a quest'ora a Genova, onde ti consegni l'altro pezzo se vi è: se non vi è, cantiamogli la requie, e tienti questo pezzo per te, onde fartene un bocchino; e cosi quando sarà sparita la forma di un corno ti sarà di mio ricordo, mentre il ricordo di un corno è'troppo brutta cosa.
Se mi accadesse di poterti impiegare, sta certo che lo farei con tanto piacere, quanto quasi lo feci per Onofrio: ma è cosa difficile; e per mio figlio vi riuscii per un complesso di circostanze che è difficile si ripetano: la principale era l'allontanamento di uno de* tre unici impiegati che ho sotto di me, cosicché potei proporlo in vece di questo. Ma non sono morto, e dove potessi circondarmi di amici fidati farei, e farò il Diavolo a quattro. Saluta Lodovico e la Gigia, e tu ora che devi aver letto il mio libro, tu mi dirai la sensazione che ti avrà fatta. Essa ha operato miracolose conversioni, perchè la verità o tosto o tardi viene a galla. Ti abbraccia
Il tuo Aff.mo Giuseppe. Monteponi 16 Marzo 51.
Al Sig. Angelo Rizzoli presso il Sigr Lodovico Traci Negoziante, Bologna.
XXXI. Caro Angiolino,
Il mio Clarino che si è invecchiato col suo padrone comincia ad essere assai mal­concio: ma il peggio si è che avendo preso pel mio Leonida un Piano di Parigi, che ho potato avere a buon prezzo, io non posso suonare niente affatto con lui, perchè il Corista di esso è mezza voce, o poco meno più basso del nostro. Non è il piano che eia accordato così, è proprio il Corista, che mi è venuto col Piano, che è più basso di oltre un buon quarto di tuono del Corista che la mia famiglia prese con se, che è il Corista di Bologna, e da Vienna, il quale si accorda benissimo col mio Istrumento. Tu sai che io suonava dovunque e che il mio Clarino si univa e ai Piani e agli Organi e a tutti gli altri lustramenti, cosicché è un,fatto che la differenza consiste in ciò, che il Corista di Parigi deve essere ora già basso. Poco o nulla posso suonare, e poche volte veggo la mia famiglia, ma non vorrei togliermi per sempre quest'unico sollievo di man­dare qualche suono col mio vecchio compagno, tanto più che Leonida si gioverebbe assai suonando qualche volta con me. Ho però divisato di farmi venire un Clarino in Si b. da Parigi, supponendo che mi verrà col Corista di quell'Orchestra. Sono in gravi ristrettezze, e posso spendere poco, quindi non voglio un lustramento soprafino, ma lo voglio buono: credo ancora che non mi convenga il prenderlo colle varianti che vi si sono fatte ultimamente ad imitazione del flauto, perchè converrebbe che io facessi uno studio, che non è della mia età, e pel quale non ho il tempo. Posso appena appena prendere in mano l'Instrumento qualche giorno festivo; negli altri giorni non lo posso neppure guardare. Con questo pensiero ho scritto io steso al Maestro Tadolini a Parigi, dandogli la Commissione di farmi questo acquisto, ma una lettera con tutte le più mi­nute instrazioni e sulla forma, e sull'autore, e sul Corista, ecc. ecc., scritte dal nostro Liverani sarebbe a me di gran giovamento, a Tadolini di grande ajuto. Tu devi pertanto appena ricevuta la presente ricercare di lui, salutarlo, ringraziarlo delle pive, e pregarlo onde ti faccia questa lettera diretta a Tadolini nella quale egli potrà tutto il suo talento per secondare la mia intenzione, e il mio bisogno. Ma se tu non l'ottieni di volo, senza