Rassegna storica del Risorgimento

RIZZOLI ANGELO ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1938>
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1938 Giovanni Maiali
di S. Vitale) che vi stava combinando affari per vivere. Gli parlai della macchina del Sig* Dr Guarmani e mi mostrò che se le condizioni del suo uso fossero veramente utili, e solide, non sarebbe difficile introdurvela. Mi soggiunse che doveva dare una corsa a Bologna, ed aspettava questa bella occasione per dirigervelo. Intanto sappiate questa opportunità per ripeterla al Sigc Dr Guarmani, il quale conoscente certo di lui, potrebbe scrivergli direttamente.
Io gli scriverò egualmente onde mi dica qualche cosa, se ha alcun che di probabile dietro le ricerche che mi promise di fare.
Dite al medesimo Sigr Dr Guarmani che non s'affidi sulla speranza di ima coloniz­zazione in Sardegna. Sono sogni finora, o meglio speculazioni di negozianti velate col bel nome di colonizzazioni tendenti a impinguare li loro scrigni, e ad allontanare, anzi­ché richiamare in Sardegna gente e ripopolarla. Finora fu così: se le cose mutassero, certo che una vasta costruzione d'edilìzi d'ogni maniera vi si dovrebbe aprire ed allora sarebbevi occasione propizia per esperimentare quella macchina.
"Vogliate riverire il Sigr Guarmani, e assicurarlo che se potessi servirlo meglio, lo farei con tutto l'animo.
Io sono qui, ricolpito dalle febbri, onde curarmi, e ritornare al più presto alla Miniera che mi attende.
Mio genero non ha mai avuto occasione di recarsi in Viareggio. Suo padre sognava colà un collocamento, ma era un sogno animato dal desiderio e dal bisogno, senza verun fondamento. Esso mi ha fatto Nonno d'una vispa figlioletta. Onofrio ebbe la preminenza, ma il maschio se ne andò quasi subito a popolare il paradiso. Tutti vi salutano. Voi salutate quelli della mia famiglia che si ricordano ancora di me e credetemi sempre
Vostro Affano Giuseppe. Stato Romano. Al Sig. Angelo Rizzoli, Bologna.
XXXIIL
Direzione Generale delle Miniere di Montevecchio.
Caro Angiolino, M. Vecchio 25 Luglio 58.
La vostra lettera che porta la data del 1 cor*, ha il timbro postale di Bologna del 13 luglio; cosicché partì solo da Bologna in questo giorno 13. Fatelo conoscere a Baroncini, cui ho scritto per la posta senza rimarcargli questo ritardo, onde conosca che se rispondo oggi solo, non è colpa mia.
Mi hanno afflitto le vostre sventure: quando si può tirare avanti, bisogna far cuore, e confortarsi con quel solito pensiero, poteva accadere 'di peggio
La mia famiglia sta bene e dopo nove mesi di lontananza l'abbraccerò nel mese venturo, quando mi reco a Cagliari per dare la solita corsa a Genova: Carlotta invec­chia robustamente: Ersilia è consolata avendo ora, dopo quasi tre anni di ozio, e di guai, occupato suo marito. Ugo studia, al pari di Leonida; corrono entrambi la Carriera dell'ingegnere: Ugo suona il Violino e fa progressi.
Di me nulla ho a dirvi, giacché vivo, traendo una vitaccia piena di rischi* e di incessanti fatiche, coronata de' più brillanti successi: coteste Miniere mutarono