Rassegna storica del Risorgimento

PRATO ; CIRONI PIERO ; MUSEI
anno <1937>   pagina <1953>
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I MANOSCRITTI E I LIBRI DI PIERO CIRONI NEL MUSEO DEL RISORGIMENTO DI PRATO I
La collezione dei ricordi pratesi legati in qualche modo agli eventi e agli uomini del Risorgimento nazionale ebbe principio una trentina di anni or sono col legato del benemerito concittadino nobile Adriano Zarini, per il quale il Comune venne in possesso di vari documenti, stampe, uniformi militari, ecc., riferentisi al movimento patriottico toscano. Successivamente pervennero al Comune altri doni; altre cose furono acquistate per salvarle dalla dispersione o dall'esodo. Cosi, all'eredità zariniana si aggiunsero molte carte di Piero Cironi, e sono quelle elencate nella prima parte, tra le quali un gruppo notevole di lettere scritte da quell'agitatore da Genova e dall'esìlio svizzero, un inserto di rapporti sulle operazioni del Corpo lombardo nella Valca-monica e nella Valtellina, del quale il Cironi fece parte nel luglio-agosto 1848, l'originale del Patto di Roma (29 dicembre 1848) sotto­scritto dal medesimo Cironi insieme a Goffredo Mameli, Francesco Dall'Ongaro ed altri. E con queste carte pervennero anche 76 lettere di Giuseppe Mazzini, quasi tutte dirette al Cironi e da questi copiate di sugli originali ora esistenti nel Museo del Vittoriano a Roma, la bandiera tricolore che Piero sventolò a Firenze il 12 settembre 1847, il ritratto di lui dipinto dal Ferrarmi e il gesso del busto che l'emigrato romano Achille della Bitta eseguì per il monumento funebre. La rac­colta è completata da molte incisioni, armi e fotografie concernenti uomini e fatti dal 1848 in poi, e specialmente da un buon numero di stampe e di opuscoli che testimoniano la partecipazione attiva dei pratesi ai moti per l'indipendenza, siano essi umili combattenti o arte­fici illustri come il Cironi, Giuseppe Mazzoni, Ermolao Rubieri, Giu­seppe Arcangeli, Atto Vannucci, Antonio Martini, Luigi Muzzi e il poeta giocoso Francesco Franceschini. Un acquisto di carte presso una libreria romana ha fatto ritornare in questa città una preziosa serie di documenti originali e di proclami a stampa della Commissione gover­nativa che amministrò Prato nel 1849, durante il volontario esilio del Granduca, con autografi di Atto Vannucci, del Guerrazzi e di altri.
Una citazione a sé merita la raccolta sulla guerra 1915-18, di cui fanno parte le fotografie dei Condottieri, con dediche autografe, un copioso inserto di lettere e cartoline scrìtte dal fronte e un album di ritratti dei Caduti, nel quale, se non è stato possibile raccogliere le