Rassegna storica del Risorgimento

PRATO ; CIRONI PIERO ; MUSEI
anno <1937>   pagina <1986>
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1986 Varietà, appunti, e notizie
fucilati nella piazza della Cittadella, a Teramo, che, durante un intero secolo, tra scorso dal dì dell'orrenda fucilazione, ha sempre circondato di memore e vibrante amore le ceneri dei martiri.
In occasione del centenario del martirio è stata compiuta una solenne celebra' zione a Teramo e a Penne.
A Teramo, il 23 ottobre scorso, dopo i discorsi di S. E. il Prefetto Bianchi e di S. E. il Ministro Bottai, si posero corone d'alloro sulla lapide che ricorda i nomi de fucilati e si raccolse in un'urna ceneraria la terra del luogo ove avvenne la fucila­zione per condurla a Penne attorno al monumento in onore dei martìri,
A Penne, il giorno successivo, esaltarono l'eroismo dei caduti per la libertà' S. E. l'Accademico d* Italia Gioacchino Volpe e lo stesso Ministro Bottai davanti al popolo d'Abruzzo, convenuto da ogni parte della regione, e presenti i Prefetti delle Provincie abruzzesi, i Senatori, i Deputati, i Gerarchi del Partito.
Nelle sale del Comune della città vestina venne inaugurata la Mostra dei cimeli relativi alla rivolta: armi, ritratti, proclami, lettere, nonché fascicoli del processo, inviati dal R. Archivio di Stato di Napoli, disposti e illustrati dal camerata Alberto Scarsella segretario a Teramo del R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano.
Sono state anche pubblicate monografie intorno alla rivolta che hanno avuto larga risonanza.
Il Comitato di Teramo del nostro Istituto ha dato piena adesione e cordiale contributo alle varie manifestazioni, secondato, con schietto entusiasmo e con pronto intelletto, dal giovine Prefetto S. E. Bianchi.
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ASI SE ESCRIBE LA HISTORIA. - Nel tempo immediatamente anteriore all'unificazione politica italiana, è memorabile l'assassìnio dell'insigne criminalista carrarese Pellegrino Rossi. Ministro costituzionale di Pio IX, pugnalato il 15 novem­bre 1848 sotto il portico della Cancelleria in Roma, mentre si recava a inaugurare la seduta della Camera. Esecutore del delitto fu il giovinastro Luigi Brunetti, figlio del famigerato Angelo (Ciceruacchio), per mandato di Pietro Sterbini, giornalista e dema­gogo, e poi ministro durante il periodo repubblicano. Costui, che temeva il Rossi, formò una congiura, nella quale cospirarono, oltre i due Brunetti, certi Pietro Guerrini, Felice Neri, Filippo Trentanove, Angelo Benzi, Sante Costantini e probabilmente anche Carlo Luciano Bonaparte principe di Cassino (sic). Restaurato nel suo potere il Papa, venne istruito il procedimento penale, che si concluse nel 1853 con la condanna a morte di Costantini, ghigliottinato a piazza de* Cerchi. Per Ciceruacchio e suo figlio provvide l'Austria, fucilandoli nell'agosto 1849, a Ca' Tiepolo nel Polesine: onore immeritato reso a delinquenti per tendenza, che invano il settarismo democratico tentò di glori­ficare. Vedi GlOYAGNOXJ, Pellegrino Rossi e la Rivoluzione romana, volumi 3 .
Questa, chiamiamola così, singolare interpretazione storica si trova in una nota a fine pagina 25 del Trattato di diritto penale secondo il codice del 1930, di VINCENZO MANZINI, professore ordinario di diritto e procedura penale nella R. Università di Padova, volume ottavo: Delitti, contro la persona. Torino, Unione TipograficoEdi­trice Torinese, 1937. Non il caso di appulcrarci verbo. Povero padron Angelo, delin­quente per tendenzal