Rassegna storica del Risorgimento

PRATO ; CIRONI PIERO ; MUSEI
anno <1937>   pagina <1987>
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LIBRI E PERIODICI
FRANCESCO CAZZAMINI Messi, Meneghino rute... (ma non sempre). Nuovi aneddoti mila­nesi; A. F. Formaggini editore in Roma, in-8, pp. 292. L. 9.
II nome di Cazzammi Mussi figura onorevolmente nel campo della letteratura italiana e particolarmente in quello della poesia drammatica e del romanzo. È perciò potrebbe destare qualche sorpresa vederlo qui citato, e a proposito di un suo libro che ha un titolo non certo invitante alla severa meditazione storica.
Ma l'A. del volume Aneddoti Milanesi già pubblicato qualche anno fa dallo stesso Formaggini, con questo suo nuovo contributo all'aneddotica non soltanto può entrare nel mondo della storia con naturale disinvoltura, ma anche di pieno diritto, giacché egli per questa sua briosa e ben controllata raccolta ha attinto non dalla fantasia, ma da quelle stesse fonti da cui traggono gli storici, e non si è proposto soltanto di diver­tire, ma più ancora di mettere in luce, con quella vivacità che è propria dell1 aneddoto, l'anima e la storia di un popolo.
E cosi Meneghino ohe ride ci mostra il suo sorriso agro-dolce in certi momenti di eccezionale interesse, come durante quel 1848 che fu appunto il risveglio meravi­glioso di un popolo, oppure ci fa conoscere gustosamente certi personaggi che ebbero tanto posto nella vita politica e sociale di Milano e della Lombardia, quali Napoleone I o Radetzkj, Foscolo o Manzoni, D'A/cglio o Cattaneo, senza dire di altri che vissero nei secoli anteriori al Risorgimento.
Nessun libro di storia propriamente detta ci potrebbe, per esempio, documentare quello che passava nell'animo dei Milanesi nel 1857 a proposito di Francesco Giuseppe, come l'episodio che riguarda il suo arrivo a Milano in quell'anno medesimo. Scrissero difatti ì Milanesi sui muri queste parole che, per chi è stato a Milano, non abbisognano dì chiosa: L'imperatore arriva il 15. noi l'avremo nel 16 ,
Né potremmo trovare in manuali di storia della letteratura o di storia napoleonica, quelle opinioni cosi ferme e severe che Manzoni ebbe a proposito del grande Corso, quali appunto apprendiamo mediante questa controllata aneddotica. E le citazioni potreb­bero continuare ed in realtà ci lusingano, particolarmente quando ci riferiamo al tempo della dominazione austriaca; ma difficile sarebbe fare una scelta, e quindi ci dilunghe­remmo troppo.
Piuttosto ci piace di rievocare l'opinione di Balzac che considerava gli aneddoti còme gli antinarcotici della storia; e forse non sarebbe male ricordarsi, qualche volta e in determinati casi, di questa opinione che non è certamente spregevole.
Senza dubbio molti aneddoti fra quelli raccolti da Cazzammi Mussi starebbero nel quadro della storia, come certe note vivaci stanno in una composta armonia, o come certi tocchi di colore in una bella tela dipinta.
PIERO ZAMA
G. B. FESTARI, La formazione politica di Agostino Depretis; Pavia, Editrice Ancora, 1937-XV, in-8, pag. 132, s. p.
Lodevole è l'intendimento delI'A. di questo saggio, che si conchiude alla vigilia della guerra del 1859, di mettere in luce tutte le correnti ideali che, in misura maggiore e minore, influirono sullo mente e sull'animo dello statista di Stradclla. E indubbiamente (ne fa fede la copiosa bibliografia) egli si è acchito al suo lavoro con serietà e con lena; ma i risultati, cui giunge con non poca fatica, ci lasciano piuttosto perplessi.