Rassegna storica del Risorgimento

PRATO ; CIRONI PIERO ; MUSEI
anno <1937>   pagina <1995>
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Libri e periodici 1995
PAOLI (PASQUALE).
16. - A. AMBROSI R., Lettrea de Paoli, in Revue de la Corse, settembre-ottobre 1936,
pp. 284-292. Sono tre lettere inedite, due senza destinatario del 23 luglio, 30 settembre 1790, la terza al Portofax del 3 febbraio 1793, in italiano.
PIO IX.
17. - G. DE GUAMBRUN, Un proiet de séjour en France du Pape Pie IX (1848), in Renne
d'histoire diplomatiquc, luglio-settembre 1936, pp. 322-364; ottobre-dicem­bre 1936, pp. 481-508.
Importante articolo nel quale FA. espone con dettaglio di informazioni docu­mentate e larghezza divisione storica i passi diplomatici fatti dalle diverse potenze per convincere il Papa a trovare asilo nei loro paesi. Insiste soprattutto sulle proposte spagnole e francesi, seguendone le diverse fasi, dalla fuga del Papa da Roma alla sua definitiva sistemazione a Gaeta. Accettando 1* invito di Cavaignac il Papa avrebbe mostrato di aderire ancora al movimento liberale, ma, conelude FA., 1 pontefice non poteva lasciare l'Italia, doveva pensare a riprendere Roma, perchè solo di là poteva dettare al mondo, ed essere indipendente.
L'A. dà anche una vivace descrizione della politica interna francese, alla vigilia della vittoria presidenziale di Luigi Napoleone.
ROMA - V. n. 1, 3, 6, 18.
ROSSI (PELLEGRINO).
18. - C. VIDAL, Un italien Ambassadeur de Franco à Rome, Pellegrino Rossi (1844-
1848), in Revue des Studes italiennes, aprile-settembre 1936, pp. 260-275. Sulla scorta dei dispacci diplomatici del Gnizot, il Vida! studia la posizione e la funzione del Rossi a Roma, sia nei confronti della Francia sia in quella dello Stato Pontificio.
VILLAFRANCA.
19. A. J. P. TAYLOR, European Mediation and the agreement of Villafranca, 1859t
in The English Historical Review, gennaio 1936, pp. 52-78. Articolo basato sulle corrispondenze diplomatiche, attraverso il quale 1A. vuol ricostruire l'attitudine inglese e prussiana di fronte alla guerra del 1859. Il Taylor pare dimenticarsi completamente che l'Italia agiva anch'essa, con un Re e con un esercito, perchè, cominciando col definire la guerra franco-austriaca, parla di atteggiamenti di governi in favore del movimento nazionalista italiano, si, ma come di cosa ancora in embrione e dipendente unicamente dal buon volere delle potenze.