Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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159
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IL PROCESSO DEL GENERALE RAMORINO
In Torino, la mattina del giovedì 3 maggio 1849, quaranta giorni dopo il rovescio di Novara, nel palazzo dell'ex Governatore Barone Sallier Della Torre in via Santa Teresa n. 2, detto Palazzo Tana, ora demolito, aveva principio avanti il Consiglio di guerra il dibattimento contro il generale Ramorino.
La vicina piazza S. Carlo e la via rigurgitavano di popolo ed i più fortunati ascendevano al piano nobile fra due file di soldati, essendo per la prima volta ammesso il pubblico ad assistere ad un simile giudizio.
Tra la folla si fanno largo il presidente maresciallo Della Torre e gli altri generali: Maffei, Falicon, Ippolito De Sonnaz, Tafnni, Franzini, Broglia (giudici militari) che in alta divisa escono dalla vicina chiesa di S. Filippo, dove, sentendo devotamente la messa, hanno invocato il divino aiuto.
Prendono posto, con il vice-auditore generale di guerra cav. Santi che ha istruito il processo, il rappresentante della accusa capitano Battaglia, nonché il difensore colonnello La Grange. Davanti ai giudici c'è il messale.
Fra mezzo ai mormorii del pubblico, scortato dai carabinieri, in alta tenuta, si presenta il generale Gerolamo Ramorino.
Conta 57 anni, essendo nato a Genova, allora Repubblica, nel 1792, di statura media, tarchiato, con una faccia rotonda, grassa e due grìgi scopettoni; ha più l'aria di un cuoco che di un generale.
E fatto sedere davanti al presidente e nulla di notevole hawi nel suo impassibile contegno. Nelle mani inguantate ha un involto che, con piglio soldatesco, depone su un seggiolone e poi ad invito si siede, inchinandosi prima.
Ma ceco che scoppia un tumulto. Si grida: Abbasso i privilegiati, - Vogliamo assistere anche noi. - Già le armi! (perchè