Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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162
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162 Tancredi Galimberti
generale Rainorino su quanto doveva operare, perchè costui né glieli aveva fatti vedere né detto di averli ricevuti, mai consultandolo. D'accordo con lui essendosi portato al riconoscimento delle operazioni, gli aveva fatto conoscere le disposizioni della Cava e come la situazione del 6 bersaglieri sarebbe stata compromessa, spirato l'armistizio, invitandolo caldamente ad accertarsene. Non sapeva quali disposizioni prendesse. Il giorno 20 sulle 3, passando il Ramorino a cavallo gli faceva conoscere d'essersi udito fuoco sul meriggio tra il Gravellone e la Cava, al che quegli sorridendo rispondeva: Non abbiate paura; io ho già date le mie disposizioni e via. Altro non sapeva.
Confermava poi qualmente il generale maggiore, partendo la divisione da Alessandria, a lui ed al colonnello Berchet dicesse d'andare a dare gli ordini al Ramorino di prendere la posizione della Cava e di gettarsi su Pavia, oppure di soste-nersi a tutta forza, ritirandosi, se sopraffatto, su Mortara.
Del colonnello di S. M. Berchet si legge una lettera del 22 marzo al generale maggiore in cui si lamenta di non avere comunicazione degli ordini dati, né d'essere stato al riguardo consultato, onde la sua volontà di rinunciare alle affidategli funzioni, vedendosi considerato come un intruso, un inutile.
Segue la lettura di una lettera del Ramorino del 19 marzo sulle disposizioni delle truppe, ed altra del 20, ore 21, in cui dice come ritenendo un falso attacco quello sulla Cava, tutte le sue cure fossero rivolte ad impedire il vero attacco che il nemico meditava di effettuare col passaggio invece alla Spessa, per impadronirsi della strada che da Stradella mette ad Alessandria, lamentando d'essere privo di cavalleria, ridotto pel più indispensabile servizio, a 12 carabinieri.
La deposizione resa in istruttoria dal generale Gianotti, comandante una brigata lombarda, è grave, perchè d'ordine del Ramorino il 17 marzo egli non tenne alla Cava che due compagnie appena, poi surrogate il 18 dal battaglione Manara,