Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
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1937
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Tancredi Galimberti
quella era anche più facile per passare all'estero. Anzi, mentre egli voleva che si prendesse la via della montagna, il generale Ramorino volle spingersi fino ad Arona.
Il maggiore Galanti ripetè in istruttoria le stesse cose aggiungendo che, essendosi colTaiutante di campo recato sul poggiolo dell'albergo, videro ohe la Guardia Nazionale di sotto fece allontanare una barca che stava presso la riva, quindi furono puntati i fucili contro di loro per farli ritirare.
Di fatti in una lettera, che si legge pure, il generale Sola-roli dice che da alcuni di Arona seppe il Ramorino avere già noleggiato una barca con 6 uomini per condurlo in Svizzera; ma non era che una voce corsa, di nessun credito.
Più importante è la lettera del capitano della Guardia Nazionale in cui si espone come prima il Ramorino parve rassegnarsi all'arresto, dicendo che, conoscendosi al Quartiere Generale la sua innocenza, si sarebbe subito ordinato di lasciarlo libero. Quando però sentì, che le truppe ripiegavano su Arona, andò su tutte le furie, invocò l'inviolabilità di deputato, allegò d'aver operato d'ordine del Re, accusando la Guardia Nazionale di disprezzare il Re, la Nazione, arrivando ad accusarla di tedeschismo. Ma le parole di maledizione che risuonavano sulle labbra di quasi tutti i militari contro di lui; il sentimento d'irritazione che manifestavasi nelle truppe, fecero crescere la vigilanza, perchè non trattavasi solo più di custodirlo, bensì di salvarlo dall'ira popolare; quando poi salì in vettura per partire verso Borgomanero una folla di popolo e di soldati lo salutò con le grida: Morte al traditore! volendo la folla trucidarlo.
Aggiunge che quando gli si disse che la sua lettera doveva già essere nelle mani del generale in capo, lasciò a divedere di nulla sperarne; e dopo osservò che non gli aveva chiesto se non del denaro!
Da un rapporto dell'Intendente di polizia di Arona si apprende che il fatto della barca non era stato che il parto