Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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166
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Tancredi Galimberti
alcuna spiegazione al riguardo, limitandosi ogni spiegazione da lui avuta all'avviso che la sua cavalleria sarebbe marciata sopra Sannazzaro, senza aggiungere quando sarebbe arrivata.
Ammette di non aver precisamente eseguito l'ordine del giorno 16 (di prendere con tutta la divisione una forte posizione alla Cava) a causa di quello successivo del 17 ed ancor pia a causa dei ragguagli avuti sulla posizione del nemico e la sua direzione. Facendone la sera del 19 rapporto al Quartiere Generale aveva preso le disposizioni che gli erano imposte dalle circostanze. Vicino alla Cava aveva inviato il battaglione bersaglieri Manara, tutto il 21 ed il battaglione degli Studenti. Quanto al non aver reso impraticabile il ponte sul Po di Mezzanacorti, si riferisce al rapporto inviato il 19 e la sera del 20 al generale maggiore. Nell'ordine del 16 essendogli stata prescritta una ritirata sia da Mezzanacorti che da Sannazzaro, ciò era lo stesso che dire passare il Po in uno dei due punti. Fatta tal ritirata doveva scegliere una posizione, onde gli sembrò che quella di Casteggio, punto d'intersecazione di diverse strade, fosse la migliore, potendo di là recarsi dove fosse chiamato dal generale maggiore.
In un secondo conquesto si riconferma che mai il generale maggiore gli parlò delle operazioni militari, né di ciò che dovesse eseguire colla sua divisione; prima dell'ordine del 16 non ebbe assolutamente verun indizio di quanto avrebbe dovuto operare il giorno 20 colla sua divisione.
I rumori dell'aula intanto son cosi forti da potersi a gran pena raccogliere quanto legge l'uditore; lettura che finisce con l'ultima dichiarazione del verbale d'interrogatorio del generale Ramorino in Cittadella (previo giuramento toccando le sante scritture a lui presentate dall'uditore) ossia: protesto assolutamente che il generale maggiore giammai mi diede ne in Alessandria né altrove veruna spiegazione sulle operazioni indicate neWordine del 16 in cui .pare il predetto sig. generale voglia insistere, protestando nuovamente che ciò non è vero.