Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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167
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Il processo del generale Ramorino 167
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Dopo ciò, senza che siasi visto alcun teste, senza alcun confronto, senza che si sia sentito neppure la voce dell'imputato, s'alza il Fisco, capitano Battaglia, e legge puramente, semplicemente, brevissimamente queste sue però stringenti conclusioni.
Dopo attenta disamina del processo, per cui il generale Ramorino è accusato del reato di cui all'art. 259, n. 5 del Codice penale militare, per avere coscientemente omesso di far prendere nel mattino del 20 marzo alla quinta divisione una posizione alla Cava e suoi dintorni alla sinistra del Po, come gli era prescritto con ordine scritto del 16 del generale maggiore in Alessandria, e per essersi colla massima parte della sua divisione tenuto invece sulla destra di detto fiume, facilitando così l'entrata al nemico dalla parte di Pavia e ponendolo in grado di maggiormente nuocere alla Armata, esponendo in tal modo a pericolo l'esercito ed incagliando il buon esito delle operazioni che il predetto generale erasi proposto; considerando che consta in modo irrecusabile che il generale Ramorino ricevette l'ordine del 16 marzo in cui gli veniva positivamente ingiunto di prendere con tutta la divisione una forte posizione alla Cava pel mezzodì del 20; Considerando che, sebbene formalmente negato dall'imputato, risulta dalle testimonianze del generale maggiore, del generale La Marmora, che il primo gli spiegò dettagliatamente in Alessandria come ed a qual fine intendesse fosse occupata la Cava il 20 marzo;
Considerando che il dispaccio del 17 pervenuto al generale Ramorino, eie gli ordinava di distruggere il ponte di Mezzanacorli al mezzodì del 20, ben lungi dall'essere in contraddizione coli'ordine del 16, non solo dimostrava la convinzione del generale maggiore che il 20 a mezzogiorno tutta la quinta divisione si trovasse alla Cava, ma di più. aveva per scopo di togliere assolutamente l'idea di una ritirata sulla destra del Po;
Considerando che il generale Ramorino, in assoluta opposizione agli ordini ricevuti,'si mantenne colla massima parte della sua divisione sulla destra del Po, senza che facesse conoscere né al generale maggiore né ad alcun generale dipendente le imperiose ragioni che lo spinsero ad una così grave determinazione;