Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <169>
immagine non disponibile

// processo del generale Rumorino 169
dell'arte militare e per quanto lo permisero le circostanze non contraria alle istruzioni avute la condotta del suo difeso.
Infatti l'ordine del generale maggiore del 16 marzo pre* scriveva di prendere una forte posizione alla Cava e dintorni; ma, soggiungeva, dovrà assicurarsi le due linee di ritirata: quella cioè del ponte di Mezzanacorti e quella di Sannazzaro. Fra queste la più diretta, la più idonea per opporsi al nemico ed arrestarne la marcia su Alessandria è la prima; ed invero l'inquisito avvertiva il generale maggiore che se tagliava quel ponte si privava della possibilità di coprire Alessandria, citando il parere di Napoleone che per arrestare il nemico sulla destra del Po, il faut une armée sur la rive droite du Po.
Confidando su sentimenti esagerati d'amor patrio, imma­ginando un nemico men numeroso e debole; contando sulla insurrezione della Lombardia, fu omessa dal Comando ogni difesa dapprima, affidandola poi a truppe volontarie, nuove ai combattimenti, indisciplinate. Il generale Ramorino pen­sava quindi assennatamente di non limitarsi solo a difendere la linea su Sannazzaro, ma di coprire contemporaneamente la principale su Alessandria.
Sia pure che il generale maggiore volesse impedire, col distruggere il ponte, a quelle truppe raccogliticce di sottrarsi al nemico passando il Po, ciò ignorava l'accusato, che, senza cavalleria per comunicare col Comando, alla estremità di una linea non minore di trenta miglia, lontano più di venti dal grosso, pressoché isolato, doveva bensì attenersi agli ordini ricevuti, però regolarsi secondo le circostanze. L'ordine poi di rendere impraticabile il ponte, spiccato il 17, gli giun­geva il 19, senza accennare ai motivi. E se il 17 non c'era il pericolo che il nemico assalisse sulla destra del Po, il 19 noti­zie conformi giungevano sia dagli avamposti, sia dal Comitato d'emigrazione di Stradella e nessuno poteva sapere preci­samente il punto d'assalto, onde il Ramorino spediva, inu­tilmente, un ufficiale chiedendo in ogni modo istruzioni.