Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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170
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170 Tancredi Galimberti
Stante la distanza questo dispaccio non arrivò al generale maggiore che quando gli austriaci già avevano attaccato dal lato di Pavia, ma 6e l'accusato può essere incolpato d'errore (avendo trattenuto le sue forze sulla destra del Po) l'accusa di disobbedienza, coscientemente voluta, non regge.
E che non avesse volontà di disobbedire risulta dallo stesso deposto del generale maggiore a cui l'accusato, prima delle ostilità, chiese le necessarie istruzioni per regolarsi riguardo al già citato dispaccio del 16 marzo; e se il suddetto non udì il cannoneggiamento dal lato di Pavia, l'immensa distanza ne fu la sola cagione e non fu ciò colpa dell'accusato.
Aggiunge l'accusa, che avendo ritirato la massima parte della sua divisione sulla destra del Po, facilitò l'avanzata del nemico, ponendolo così in grado di maggiormente nuocere all'Armata, esponendo a pericolo l'esercito; ma il generale Ramorino era nell'alternativa di lasciar pericolare l'avanguardia sua sulla destra del Po oppure le truppe sue sulla sinistra, accennando il nemico egualmente all'attacco; e non potendo opporre una valida resistenza dalle due parti, si limitò a lasciar pochi battaglioni con un' reggimento di cavalleria ai passi sul Ticino, rimanendo col grosso sulla destra del Po; che se avesse recata l'intera sua divisione tutta su Pavia, il nemico, tenendolo a bada con un simulato attacco, si sarebbe spinto di forza, sullo stradale di Alessandria indifeso, prendendo alle spalle l'esercito nostro, che sarebbe stato davvero esposto al pericolo.
L'accusa ancora afferma che egli ha incagliato così il buon esito delle operazioni che il generale maggiore voleva eseguire, ma l'esito delle medesime sempre dipende dai mezzi predisposti materiali e morali; ora, nel caso, alla concentrazione nemica si oppose il disseminamento delle nostre truppe; si trascurarono le regole più elementari non mettendo in salvo le nostre comunicazioni; non preparando una forte posizione difensiva e si affidò la difesa del punto più importante alla divisione meno atta a resistere.