Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <172>
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Tancredi Galimberti
espressioni si scorge che l'accusato non era alieno dal l'occu­pare all'indomani l'ordinato posto e dal distruggere il ponte ove precise istruzioni, che domandava, gli fossero pervenute.
Circa la partenza da Novara la sera, l'accusato, per l'or­dine di non più. presentarsi alle truppe, non potè prendere parte al combattimento e vedendo una folla lasciar la città e argomentando che l'Armata si sarebbe ritirata, pensò che il rimanervi, dopo che gli era stato tolto il comando, era trovarsi in una posizione equivoca ed umiliante, onde si deter­minò di partire per raggiungere poi Torino o il luogo ove il Quartiere Generale si sarebbe stabilito. Due sole strade rima­nevano: quella di Oleggio e quella di Borgomanero, parallele. Non trovando cavalli da posta s'avviò a piedi per la prima e giunto con due suoi ufficiali ad Oleggio, noleggiò una vettura che lo portò l'indomani per tempo in Arona. Qui già era precorsa la voce che gli era stato tolto il comando e percepito cosi facil­mente il sospetto di tradimento, per cui si trovò circondato da una folla infuriata e, preso come fuggitivo, fu arrestato.
Quindi se la partenza da Novara può ragionevolmente ravvisarsi giustificabile, è più che naturale che l'arresto si deve alla sola esaltazione degli spiriti in quei supremi istanti. Ma come può reggere l'imputazione di fuga, uno dei principali cardini su cui poggiano le conclusioni fiscali ?
Credo, dice il valente difensore, d'aver provato l'insussi­stenza dell'accusa di disobbedienza (o che almeno trovasi molto attenuata dalle circostanze) ed il sospetto di fuga non aver fondamento.
Ma se malgrado ogni mio sforzo, termina, per compiere adeguata­mente la grave missione che mi venne affidata rimanesse sempre una impressione sfavorevole all'accusato, si rammenti che l'afflitta nostra Patria ormai è estenuata dalle avversità e dai sacrifici d'ogni maniera, ed almeno il sangue d'un generale, vittima dell'errore e della critica sua posizione, non rimanga in faccia ai contemporanei ed alla poste­rità, triste ed incancellabile suggello di tante doloranti memorie.