Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <173>
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H processo del generale Ramorino 173
La difesa, data l'ora, l'ambiente, il rapporto di riverenza dell'inferiore ai giudici superiori, non poteva essere più abile e tecnicamente più chiara ed ardita pel modo con cui fu impostata.
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Il fatto però è questo: che il generale Ramorino aveva l'ordine tassativo di cercare d'impadronirsi di Pavia prendendo immediatamente la via di Lodi in caso di successo. Se al contrario l'austriaco era forte in Pavia, ritardarne, per quanto possibile, l'avanzata, senza compromettersi, ritirandosi su Mortara per riunirsi all'esercito che, chiamato dal cannone, sarebbe accorso. Invece D'Aspre, seguito da Appel, s'avanzò per Garlasco; Wrait per Zerbolò; Thurn su la Cava, gettando ponti di barche sul Gravellone e sul Ticino, non incontrando, può dirsi, alcuna seria resistenza da parte dei 4 miseri batta­glioni nostri abbandonati sulla sinistra del Po, mentre tutta la quinta divisione era raccolta inoperosa, tranquilla sulla riva destra a Casteggio e Casatisma, onde l'inopinato, inat­teso arrivo del nemico a Mortara mentre le nostre truppe consumavano pacificamente il rancio !
Verissimo che uno pseudo Comitato patriottico comuni­cava al Ramorino che secondo un espresso arrivato dalla linea del Po dirimpetto a Stradetta e sue adiacenze erano giunti a Corte Olona 15.000 austriaci e una quantità certamente mag­giore a Belgioioso, accennando a passare per Spessa, ma su una consimile informazione di tre ignoti signori Cabini, Pan-dini, Marezzi è immaginabile che un generale sia autorizzato a disobbedire in pieno al suo capo, mandando un ufficiale (uno) lontano a chiedere istruzioni, non mantenendo nessun contatto coi suoi 4 battaglioni abbandonati sull'altra sponda ? Tutto ciò senza prendere alcun provvedimento per accertarsi della verità delle informazioni avute da un espresso (chi? o di chi?) irresponsabile?
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