Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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174
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174 Tancredi Galimberti
Lo stesso (non sospetto certo) Pisacane nella sua Storia dèlia Guerra 1848-49 riconosceva : Egli è certo che il generale Ramorino non eseguì gli ordini del Generale in capo, i quali, benché molto oscuri, non davano luogo però all'interpretazione, di ritirarsi senza combattere .
Del resto patere legem quem fecisti. Non aveva forse affermato lo stesso generale Ramorino nel suo proclama alla divisione Lombarda: Soldati! Una parola sola riassume i vostri (doveri): l'obbedienza; l'obbedienza, senza che è nome vano la disciplina?.
Fu mosso al valoroso difensore l'appunto di non aver avuto il coraggio di mettere il punto sugli i, chiamando in causa i maggiori responsabili. Questi critici da tavolino dimostrano di non aver pratica dei giudizi straordinari davanti a Tribunali Militari (tanto più d'allora) che confondono colle Assise della Giurìa, altrimenti elogerebbero il colonnello La Grange più ancora, per il nobile ardire in quei tristissimi momenti dimostrato.
Finalmente viene data la parola all'accusato, mai durante l'udienza interrogato prima, che, deposto il cappello, voltosi con franchezza ai suoi giudici, prima con vivavità, poi con voce che viene per la commozione affievolendosi, così si difende:
Messieurs, quand la flèche de la fatalité est lancée, ce ri1 est point la prudence qui peut nous garantir.
Quindi (traduciamo) aggiunge:
Mi si incolpa d'essermi recato ad Arona per fuggire; ma come mi sarebbe stato possibile il farlo mancando ivi d'ogni relazione? Se l'avessi pensato avrei per prima cosa svestito l'uniforme che porto. Solo perchè mi fu dato a supporre che il Re medesimo vi si doveva recare da un momento all'altro mi ci sono recato.
Quanto alla mia condotta, s'io mi trovassi nuovamente in simili circostanze tornerei a fare quello che ho fatto: ossia quello che il buon senso suggerisce di fare in simili casi. Io miravo gli austriaci che stavano per piombare nel cuore della mia Patria, in Alessandria. II generale Ghrzanowski, con cui militai in Polonia e fummo nominati