Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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175
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TI processo del generale Rantolino 175
Luogotenenti Generali lo stesso giorno, ha creduto che io ia diventato geloso di lui, mentre nessun altro sentimento dominò mai in me fuor di quello della Patria.
Se VEsercito si fosse trovato in linea ed io avessi avuto l'ordine di prendere una posizione e non l'avessi eseguito, allora sarei colpevole; ma quando le divisioni stanno su una stessa linea, i generali che le comandano sono, per così dire, i caporali dei loro soldati, devono essi saperli guarentire dalle eventualità che si presentano e non possono uè aspettare, né ricevere ordini.
Confido nella vostra coscienza, sono nelle vostre mani, sta a voi decidere della mia sorte.
Qui però sorgeva naturale questa osservazione: perchè nelle ore più. tragiche della disfatta, in luogo di starsene in un albergo di Novara, non è sceso pur lui in campo, imbracciando un fucile a difesa della Patria contro l'austriaco invasore, mentre si diede ancor lui alla fuga tra il fango e l'oscurità della notte?
Egli si scusa col dire che aveva l'ordine di non più presentarsi alle truppe, ma era proprio qui il tempo di disobbedire, coprendo col valore del soldato l'errore del generale.
L'uditore annuncia terminata la seduta, e mentre ha luogo lo sgombro dell'aula si ode il rumore di una carrozza che rientra nell'atrio. Il generale, serbando un contegno franco e dignitoso fa un inchino, discende tranquillamente le scale fra due file di soldati e rientra nella carrozza, nuovamente tradotto ulla Cittadella fra un'immensa folla di popolo ostile che gli si versa dietro imprecando.
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La sentenza fu quale la si aspettava: ossia, invocato il Divino aiuto o meglio le considerazioni conclusionali del Fisco, perchè non esiste ombra di motivazione,X) udita la
i) Il Regio decreto 10 ottobre 1848, n. 812, pur modificando parecchie disposizioni del Codice penale militare del 28 loglio 1840, lasciò per altro inalterato ilsistcma del Codice stesso, che non esigeva la motivazione della sentenza. E la ragione, secondo