Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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176
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Tancredi Galimberti
relazione degli atti del processo, fatta dall'uditore, l'inquisito nelle sue risposte, il Fisco nelle sue conclusioni ed il difensore, si dichiara senz'altro provata l'accusa e, visti gli articoli 259, n. 5,152 e 154 del Codice penale militare, doversi condannare come si condanna Gerolamo Ramorino nella pena di morte previa degradazione.
Con R. decreto 4 maggio, per le raccomandazioni fatte dallo stesso Consiglio di guerra, il Re commutò la suddetta pena in quella di morte, senza previa degradazione.
Siccome tardavasi ad eseguire la sentenza, il popolo, dietro fantastiche immaginazioni di complotti, di congiure per salvare i complici del generale, rumoreggiava, arrivandosi con vili ipotesi fino alla persona del Re, gravissimamente infermo: per la qua! cosa i giornali dovettero annunziare che il ritardo dell'esecuzione della sentenza soltanto si doveva al ricorso in Cassazione del generale Ramorino contro la medesima, perciò sospesa.
Difatti narra il Brofferio, che, trovandosi degente in letto in quel pomeriggio domenicale in cui stavano già per scadere i termini prefissi dal Codice, vennero al suo capezzale, a pregarlo amici e parenti del generale e così in fretta e furia egli dovette apprestare il ricorso.
Per il ricorso in Cassazione discusso nella seduta del 18 maggio, presiedendo il conte Gromo, ecco il resoconto datoci dall'Opinione di Giacomo Dina.
Alle ore 11 entra nella sala delle pubbliche udienze il Supremo Magistrato, dopo aver assistito nella propria Cappella alla S. Messa,
il citato Regio decreto stava ne) fatto che essendovi urgenza di provvedere, il Governo limitava, la riforma a quelle disposizioni- che erano necessarie per stabilire il coordinamento della legge penale militare con il nuovo regime politico costituzionale, rimandando a miglior tempo la revisione generale del Codice che avvenne circa venti anni dopo con quello presente, in vigore dal 15 febbraio 1870.
Né ciò deve fax stupire, quando si pensi che dal 1870 son passati 56 anni e con tanti progetti siamo sempre al medesimo, che ha vissuto e dorato in tutta la lunga passata guerra e per la saggezza dei giudici nell'applicarlo, seppe meritarsi un ben giusto onore.