Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <179>
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Il processo del generale Rantolino 179
Conclude rivolgendosi ai Magistrati, facendo voto che il Supremo Magistrato conserverà alla Patria il generale Hamorino.
L'avvocato Bermondi, rappresentando il Fisco, sostiene: che lo armistizio è tempo di guerra, ferme rimanendo le condizioni della guerra; la difesa aver confuso il senso della parola guerra con combat­timento; l'armistizio essere una semplice sospensione d'armi ed in prova adduce che per essere riprese le ostilità non altro occorre che denunciare la cessazione dell'armistizio dieci giorni prima; l'essere l'armistizio preludio della pace non voler dire essere la pace; dice mantenersi appunto per ciò l'armata nelle stesse condizioni: combatte l'opinione degli avversari relativamente alla violazione della legge, alla falsa applicazione della medesima ed all'eccesso di potere; ricorda non tutte le violazioni della legge poter essere oggetto a cassazione, e concbiude: non potere il giudizio del generale Ramorino essere soggetto a cassazione, essere perciò inammissibile il suo ricorso. L'avvocato Brofferio fa presente come, essendo egli ammalato il giorno che pronun-ciavasi la sentenza del generale Ramorino non potesse provvedere a che fosse più convenientemente redatto il ricorso del medesimo; rivolge in suo favore alcuni argomenti addotti dal preopinante e conchiude esprimendo che la pronunciata sentenza venga riformata. L'avvocato generale Bermondi osserva ancora non doversi prestare gran valore alle opinioni dei rappresentanti in Parlamento a qualunque colore o fazione essi appartengano, per quanto riguarda la possibilità della guerra; e dice appunto essere l'esercito in campagna e lo -stato presente esser di guerra.
Gli risponde l'avvocato Brofferio, osservando essere legalissimo il richiamare in tali circostanze le opinioni dei rappresentanti della
nazione.
Cosi ha termine il dibattimento e alle ore 2 e 8/ si fa evacuare la sala. Non si sa ancora quale sia stata la decisione del Supremo Magi­strato; si afferma questa mattina (ore 10) che il processo sarà rimandato all'avvocato generale di S. M.
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Il processo davanti al Consiglio di guerra era stato fatto alla gran diavola. Un contemporaneo di alta stima e valore, il generale Giuseppe Da Bormida, ci lasciò scritto: Il processo fu fatto bestialmente dall'uditore Santi . Non fu udito alcun