Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <180>
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Tancredi Galimberti
teste di accusa e trascurati quelli a difesa; non fu interrogato, con flagrante violazione dell'art. 85 del Codice penale militare, l'accusato presente; si passò sopra ingiustificatamente alla sua richiesta d'un confronto col generale Chrzanowski; non fu nemmeno avvertito poi il prevenuto che poteva ricorrere in Cassazione e la sentenza gravissima, capitale, si ridusse ad una pura e semplice affermazione di colpevolezza, senza alcun elemento di prova nella motivazione; onde ben avvertiva il Brofferio:
Le norme dei giudizi sono dalla legge prescrìtte per tenere a freno l'arbitrio del giudice, e quando avviene che si produce una sentenza in disprezzo delle forme della legge prescrìtte, e si usurpi l'ufficio del legislatore, si commette un vero abuso di potere. Ed in questo abuso incorse il Consiglio di guerra, quando ad onta delle nuove leggi di pro­cessura criminale, le quali posero a fondamento dell'istruzione criminale la processura orale e la pubblicità dei dibattimenti, abrogando tutte le leggi ed i regolamenti anteriori, volle persistere a giudicare secondo le antiche forme del processo inquisitorio.
Verissimo. La Corte Suprema invece passò la spugna su tutto giudicando apoditticamente che le sentenze dei Tribu­nali di guerra in istato di guerra non erano soggette a cassa­zione; e tale stato non era cessato con l'armistizio, semplice sospensione d'armi, quindi il ricorso era irrecevibile.
Pilato non avrebbe giudicato meglio ! E tutta la profonda, dotta discussione fatta dagli avvocati Brofferio, Giuseppe Saracco (che fu poi Presidente del Consiglio e del Senato del Regno) e Franchini sulla guerra guerreggiata e la sospensione d'armi (nel caso d'un reale trattato di pace) se ne andò come foglie di Sibilla al vento.X)
Eppure, malgrado ciò, la condanna fu giusta.
*) Tutto quanto riguarda il processo è tratto accuratamente, fedelmente dal Processo del generale Ramorino, Torino 1849; dai Documenti della Guerra Santa, Capolago 1849; e dai giornali dell'epoca.