Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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181
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// processo del generale Ranwrino 181
Oggi, alla stregua dei documenti più irrefutabili, si può assicurarlo; ma solo in quanto all'accusa di disobbedienza davanti al nemico, e non già, come mal giudicò il generalo F. Pinelli nella sua Stona Militare dei Piemonte (voi. II, p. 65), colpevole di tradimento sebbene (come ben osserva Licurgo Cappelletti nella sua Storia del Regno di Carlo Alberto), in certi casi la disobbedienza equivale ad un tradimento.l)
H Ramorino, che Luigi Torelli ci descrive: bratto, piccolo, tarchiato, con due mascelle formidabili che gli davano un'aria volgare oltre ogni dire; gran chiodaiuolo e sbafatore, che una leggenda vuole figlio naturale del maresciallo Lannes, a soli 17 anni, nel 1809, combatteva già nella cavalleria napoleonica a Wagram; poi in Russia ed in Germania, diventando capo squadrone ed ufficiale d'ordinanza di Napoleone. Nel 1821, pugnando contro i rivoluzionari, fu accusato d'essere pur fuggito nella prima battaglia di Novara; e nel 1834, ingannando Mazzini, faceva fallire la spedizione di Savoia, pappandosi le 40.000 lire (d'allora) avute. Nel 1830 prese parte all'insurrezione polacca, dove il Pellegrino della Libertà, il gran patriota Paolo Harro Harring, ci informa che: le carac-tère de Ramorino n'est pas plus pur et sans tàche que sa carrière militaire et revolutionnaire. La retraite de Krzymeszyce en Calice reste une question problématique dans VHistoire, et ne peut tourner à son honneur. Invite par le Generale Rozycki de se join-dre à lui pour attaquer les Russes (lo si noti) il ne le voulait pas .
Jean Muller, l'autore della Politica della Russia nel 1832, segnalò la perfidia di Ramorino che, ricevuto l'ordine dal Consiglio di guerra d'attaccare i Russi a Borowo, disobbedì: Régret-tant que personne ne lui eut brulé le cervelle comme à Gielgud .2)
i) Anche nella ItoJia dopo il 1848 del Senior, il noto pubblicista inglese, sta scritto: aXI coup de grace fu il tradimento di Ramorino;
2) Un generale polacco che nella rivolutone della Polonia il 19 giugno del 1831 si fece battere a pieno perla sua incapacità nella ritirata di Samogizia: mentre il suo corpo consegnava le armi, l'ufficiale Stefano Skulski, persuaso che a lui si dovesse l'infelice esito della giornata,l'uccise con un colpo di pistola gridando: "Così periscano tutti i traditori!.
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