Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
<
1937
>
pagina
<
182
>
182
Tancndi Galimberti
Ma, ciarlatano di primissimo ordine, come lo designò un vero eroe, il prode conte Bianco da Barge, si preparò un trionfo a Strasburgo, approfittandone per divorarsi i fondi dell'emigrazione polacca. Così, spacciandosi per un altro Napoleone, lusingando la democrazia, mentre elemosinava un grado dal Papa e dal Re, ottenne d'essere eletto presidente onorario del circolo politico torinese, poi deputato a Vercelli e, dalla debolezza del Ministero democratico, la nomina à comandante la divisione lombarda Ma invece di prepararla moralmente e militarmente (testimonia il La Marmora) girava per i caffè a predicare contro il Governo, compiendo pure delle malversazioni, giusta lo dimostrano le carte trovate nell'Archivio di Stato dal prof. Lemmi, cbe pur tenne nel suo studio troppo in conto gli apocrifi Portafogli del generale Kamorino indegnamente escogitati a sua difesa dai demagoghi di quei tristi giorni e manipolati da un ignoto qualunque, certo Andrea Pesce, sedicente repubblicano.
Tanto Mazzini, quanto Cavour, lo giudicarono ben male e Alfonso La Marmora lo dice: Uomo senza carattere e senza convinzioni, vero avventuriero rivoluzionario, capace solo delle più spropositate millanterie ed incapace nel tempo stèsso di assumere in realtà un comando qualsiasi e sopportarne le responsabilità .
Di lui Massimo D'Azeglio scriveva alla moglie: Sia maledetto da Dio e dai demoni. Ramorino Io conoscevo per ladro. Ha rubato 10.000 lire a Rosales, mio amico. Io spero che lo impiccheranno. Se vogliamo che vi sia disciplina, si impicchino i traditori .1}
Ora quando persone di tanto alta ed indiscussa autorità e probità, pur appartenendo a contrarie parti politiche, cadono
1) Lo stesso ou. Saracco, discorrendo di quei fatti con S. M. il Re, ammise che Studiando poi e rivenendo sui medesimi, doveva confessare che era colpevole e indegno del grado che ricopriva per Ja sua privata condotta. Cario Alberto (che trovavasi contro di Ini nel 1833 in Savoia) era stato fieramente contrario alla sua nomina