Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <183>
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// processo del generalo Ramorino 183
concordi in un così severo giudizio, non c'è più da ridire. L'Italia, se non ci ha guadagnato* non perse nulla perdendo quella spada.
Pare, affermiamolo ancora, non vi fu né un traditore né un tradimento. Certo, se fosse risultato provato quanto in un'altra sua lettera scrisse il buon Massimo: Ramorino è arrivato a Torino in mezzo ai gendarmi, guardato come va. Dice a sua scusa che non aveva mosso la sua divisione, secondo gli ordini ricevuti, per essergli venuto un contro ordine del Circolo di Garlasco, che gli diceva di non muoversi, perchè il duca di Genova (il grande di Novara) tradiva la nostra causa ; se questa infamissima accusa fosse risultata provata di sua fonte, allora la voce sparsasi che fuggì il Ramorino da Arona per capitanare la rivolta scoppiata pochi giorni dopo in Genova, sarebbe o potrebbe apparire veritiera; ma ciò non fu.
Presuntuoso millantatore quale era, ritenendosi un fulniine di guerra, su informazioni avute dai correligionari in Massoneria, che gli austriaci solo per Badalucco simulavano un attacco su la Cava, per potere con questo inganno avere agio a varcare il Po e piombare sulla strada libera d'Alessandria alle spalle dell'esercito sardo, egli, immagina, col suo bellico genio, di dimostrare quanto valga meglio del suo capo Chrzanowski; ed al generale Fanti che ne richiama l'attenzione sul pericolo della Cava, risponde sorridendo, come uomo che sa il fatto suo: Non abbiate paura, che ho già provvisto . E nulla più.
La disobbedienza era già nel suo animo fin dal giorno 18, come dimostrò chiaramente un Maestro d'arte bellica, il generale Domenico Guerrini sulle carte lasciate dal generale
e quando seppe del fatto delia Cava disse: Me l'aspettavo 1 io non lo volevo e ho resistito fino all'ultimo alla sua nomina .
Ma. in quei giorni di scompiglio, egli andava sbraitando nei Clubs e nei Caffè che con 20000 uomini sarebbe piombato su Vienna e (scrive Costa de Beanregard) cetaft là plus qu'ìl n'tn fallatipourjaire de lui, aux yeux du parti avance, un grand general.... malgré, les teseignements détestnbles qui de partout, arrivaient sur le compte du persona gè.