Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <187>
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// processo del generale Ramo ri no 187
e della ritirata del Ramorino erano due accidenti contrarli, non però cosi gravi, come più tardi dissero alcuni e molti crederono, né netto di colpa era Io Chrzanowski . Il quale nella notte dal 22 al 23 marzo, parlando dello scontro di Mor-tara, esclamava: Quelle honte ! Hier deux divisions, formant plus de 20.000 hommes d'infanterie, plus trois régiments de cavalerie se sont laissés battre et enlever 8 pièces de canon par 6000 autrìchiens et 5000 ou 6000 des notres ont futi à déban-dade . E a chi osservava: Saranno stati sorpresi , rispon­deva: .Mais non, mais non, les deux divisions étaient en belle et bonne position . E un giudice, certo imparziale al riguardo, il principe russo Alessandro Troubetzkoi nelle sue Campagnes du Feldmaréchal Radetsky scrisse: Da parte dei piemontesi si diede più tardi troppa importanza all'as­senza di questa divisione lombarda, la cui cooperazione non avrebbe, sicurissimamente, cambiato il corso degli avvenimenti .
Alla disfatta di Mortara, non di capitale importanza, sé contribuì la sciente disobbedienza del generale Ramorino, contribuirono non meno l'insufficienza dei generali Durando e La Marmora; costui, ignorando come al solito le strade, fu la causa dell'accerchiamento di tutto il 9 reggimento fanteria e del disordine delle nostre truppe nella precipitosa ritirata.
Però il concorde giudizio sulle gravi conseguenze della sciente disobbedienza del Ramorino dato dall'eroico Duca di Genova, dai Rapporti dei vari comandanti in quella fatale giornata e dalla Commissione d'inchiesta, non lasciano dubbio circa la colpa del mal preposto al comando della divisione lombarda.
Grave errore fu piuttosto quello di Carlo Alberto che (seguendo la tradizione di non affidare mai il comando supremo a generali nazionali) ai divisi suoi generali, invece del negato­gli dalla Francia maresciallo Changarnier, su consiglio del