Rassegna storica del Risorgimento

RAMORINO GEROLAMO
anno <1937>   pagina <188>
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188 Tancredi Galimberti
principe Polacco suo amico Czartoryski,li prepose come capo dell'esercito Sardo, quel cartografo d'Alberto Chrzanowski, di cui l'egregio storico sen. prof. Pietro Orsi ci dà questo giudizio: Non conosceva né la lingua, ne i costumi del Piemonte e non era pratico del terreno sul quale si doveva combattere; brutto (pareva uno scimmiotto), di carattere freddo, non aveva le doti esteriori atte ad ispirare fiducia nell'esercito .
A sua confessione ignorava così la nostra lingua cbe doveva ricorrere al generale di Cossato per le risposte; e il suo spirito confusionario, reazionario ben risulta dalla relazione della Commissione d'inchiesta sulla campagna, da cui esce schiac­ciato. Mori nel 1861 a Parigi ancora in tempo per riconoscere il valore dell'esercito che egli aveva accusato di non volersi battere.
In una guerra che, essendo di riscossa, doveva tutta essen­zialmente imperniarsi nell'ardore degli animi spinti ad una audace offensiva da parte dei sardi e nell'insurrezione dei lombardi, egli si chiuse in una pavida difensiva, rispondendo al deputato Josti, reduce dalla Lombardia, il quale gli parlava d'infiammare il popolo, ch'egli non aveva proprio nessuna fede nel popolo e riteneva perniciosissime le sue insurrezioni. A Novara alla sua incapacità solo si deve la sconfitta; quando il valentissimo Duca di Genova a mezzodì sta per schiacciare l'ala sinistra austriaca, lo richiama negli accampamenti, perchè non vuole abbandonare il suo piano difensivo, onde il maresciallo Radetzky disse: Se i Piemontesi avessero avuto maggiore ardimento ci saremmo trovati da questa parte in gravissima difficoltà ; parola che il generale d'Aspre -corresse in estrema rovina
i) Secondo il marchese Costa di Beauregard sarebbe stato invece proposto dal colonnello JamoYefcy, cbe militava nell'esercito sardo.