Rassegna storica del Risorgimento
RAMORINO GEROLAMO
anno
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1937
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pagina
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191
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R processo del generale Rantolino 191
Fu tumulato nello stesso giorno nel cimitero della Crocetta; oggidì scomparso anch'esso nelP ingrandirsi della città, come sono scomparse le ceneri del fucilato.
Questo fu l'epilogo del famosissimo processo di alto tradimento del generale Ramorino; ma ad 87 anni di distanza permane ancora il dubbio che egli sia stato proprio un traditore, come lo giudicò nella sua Storia Militare del Piemonte, il maggiore F. Piacili.
Dall'esposizione succinta ma esatta, imparziale, di tutto il procedimento è chiara che di tradimento (ossia di procacciare con mezzi vili e fraudolenti la rovina della causa nazionale) non se ne parlò neppure per accenni in tutto il dibattimento.
Anzi, interrogato il generale maggiore se avesse sospetto che il generale Ramorino potesse avere avute segrete intelligenze col nemico, il generale Chrzanowski francamente rispose: Io non ho sinora alcun fatto o riscontro che possa farmi credere che fosse in intelligenza col nemico . Ancora rapporta l'Ottolini, che scrivendo poi nel suo ritiro di Parigi su quei avvenimenti, confessava: Esser benissimo vero che Ramorino non aveva fatto il suo dovere, ma che però era meno colpevole, di quello che lo si faceva,
E nella storia delle Guerre deWIndipendenza italiana 1848 al 1870 del luogotenente colonnello Carlo Mariani uscita nel 1882 ancora si leggeva:
Nella tomba, entro la quale posaronsi le ossa di quel valorosissimo soldato dell'indipendenza polacca, alla cui memoria insultò allora una folla abbietta, in quella tomba, io dico, non fu sepolta la verità . E vi si cita il giudizio nel Rinnovamento civile di Vincenzo Gioberti ( dell'infelice Ramorino fu chiarita Vinubbidienza non già il tradimento ); e vi si riporta il giudizio di Cesare Correnti nel Bollettino dell'emigrazione del 30 nov. 1848: La nomina del generale Ramorino al comando della divisione Lombarda fu una