Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
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1937
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Roma nel 1860
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Circa la sua venuta così riferiva il Sandoval al proprio Governo il 26 giugno, prima cioè che la notizia di quelle concessioni fosse giunta a Roma:
H Comm. De Martino, Incaricato di Affari del Re di Napoli presso la Santa Sede, che giunse qui tre giorni fa, proveniente da Napoli, era latore di una lettera del suo Sovrano per il Santo Padre.1) In essa il Re Francesco chiedeva a Sua Santità di consigliarlo circa la risposta che doveva dare alle proposte presentate all' Imperatore Napoleone in seguito alla missione disimpegnata in Parigi dal suddetto diplomatico e della quale suppongo V. E. sarà minutamente informato dai Regi Rappresentanti in Francia e nelle Due Sicilie. H De Martino ricevette iersera per telegrafo ordine dal suo Sovrano di tornare a Napoli e nella notte stessa si pose in viaggio. Reca la risposta di Sua Santità alla lettera del Re e, da quanto ho potuto intravedere dagli apprezzamenti sulle esigenze della Francia fattimi stamani, pur col suo consueto riserbo, dal Cardinale Segretario di Stato, immagino che la Santa Sede respinge F idea di una alleanza, se pure anche soltanto difensiva, fra i Governi di Napoli e di Sardegna. Ed è naturale che sia così perchè dalla conclusione di ima tale alleanza, anche se la spoglino del carattere di offensiva che sembra si pretendesse da principio, emerge implicitamente la ratifica delle conquiste fatte dal Piemonte nell' Italia Centrale, dal momento che le forze di ambedue gli Alleati dovrebbero opporsi a qualsiasi tentativo dei Sovrani spossessati per rivendicare i loro diritti.
Il Cardinale Antonelli che teme l'isolamento nel quale verrà a trovarsi questo Governo se la crisi di Napoli si risolverà nel modo indicato, ha fatto comprendere al Comm. De Martino che il Governo napoletano aveva adesso la opportunità di rispondere alla proposta dell'Imperatore Napoleone concernente la alleanza con la contro proposta di tradurre in atto il progetto di Confederazione fra tutti gli Stati italiani che gli Imperatori di Austria è di Francia accettarono come una delle basi della pace firmata a Villafranca: ma non credo che siano queste le idee dell'Inviato di Napoli né quelle alle quali sembra propendere il suo Sovrano incalzato dalle circostanze e per evitare il pericolo che lo minaccia, se pure in tale modo riuscirà a scongiurarlo.
i) Cfe. lettera del Pantaleoai a Cavonr del 25 giugno (C. Q. JR., n. 17).