Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno
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1937
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pagina
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202
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Gino Bandirti
L'azione che il Governo francese intendeva svolgere a Roma era, infatti, affidata al solo Gramont. Azione poco chiara e poco rettilinea che rispecchiava le perplessità, le tortuosità e la disparità di tendenze che esistevano a Parigi circa la questione italiana e che a Roma era complicata dal sempre più aperto dissidio fra il Gramont e il Goyon, addirittura accusato dal primo di essere strumento di un intrigo che faceva capo al Ministro francese della guerra conte Randon.
Ho avuto le prove scriveva il Gramont in una lettera confidenzialissima del 21 luglio al ministro Thouvenel che il Ministro della guerra agisce all'infuori di Voi, e in un senso diametralmente contrario al Ministro degli esteri per quanto concerne gli affari di Roma .r) E nel chiedere al Thouvenel che si adoperasse ad impedire che, dopo il congedo pel quale stava per partire, il generale Goyon fosse lasciato tornare a Roma, il Gramont giungeva fino ad affermare: Non è una questione personale al generale, ma una questione molto più grave. È una questione di partito, è l'opera di un partito che voi conoscete, ed al quale, non mi è più lecito di dubitarne oggi, il generale si è dato e nel quale egli serve a sua insaputa, come cieco strumento, partito fatale al Papa, fatale all' Imperatore che esso detesta, fatale alla Francia che esso sacrifica alle sue esagerazioni mistiche .
. Il Gramont non esitava a dichiarare che se il Goyon fosse lasciato tornare a Roma dopo il suo congedo per mettere in esecuzione il piano che qui si organizza da qualche giorno , egli, Gramont, avrebbe rinunciato ad una lotta che non sarebbe, più eguale il giorno in cui l'Imperatore sembrasse incoraggiarla . Nonostante ciò, il Goyon, come è noto, ritornò a Roma proprio in quel tragico mese di settembre in cui la temuta tempesta scoppiò. E dunque interessante conoscere
*) TnouVBNEi/, >., I, pp. 157-159.