Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <206>
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Gino Bandini
difensore in Roma della politica di resistenza, ed oggi fautore del­l'impiego di un sistema politico che prima giudicava insostenibile nel sub Paese.
Intanto la prossima partenza in congedo del generale Goyon suscitava molti commenti. Lo stesso Goyon si mera­vigliava che senza che egli stesso avesse insistito per la concessione di una licenza, domandata qualche tempo prima, questa gli fosse stata concessa . Ma sarebbe tornato ? Credono taluni dice il Sandoval che non tornerà; però contro tale opinione ha sufficiente importanza quel che avvenne l'anno passato quando, a cagione della poca armonia che esisteva fra il generale e il Duca di Gramont, situazione che dura tuttora, il generale fu chiamato dall'Imperatore e quando questi ebbe ascoltato le sue spiegazioni tornò ad occupare il proprio posto . Era precisamente, come abbiamo visto, quel che il Gramont temeva potesse avvenire e che avrebbe significato una propensione mostrata dall'Imperatore piuttosto alle idee italianeggianti del generale che non a quelle assai più intransigenti del Gramont e dello stesso Thouvenel.
Dal canto suo però il Governo di Roma, nel quale la diffi­denza e la antipatia verso il Gramont erano assai vive, mentre il Goyon gli ispirava molta fiducia ordinò al Nunzio a Parigi di cercare di ottenere che fosse conservato al comando della guarnigione francese .
Nell'annunziare la sua partenza, avvenuta il 6 agosto, e la sua temporanea sostituzione col generale De Noiie, il Sandoval, nel suo dispaccio n. 118 dell'8 agosto, avvertiva:
Le divergenze ohe già da tempo esistevano fra Goyon e il Duca di Gramont, lungi dal calmarsi si sono inasprite negli ultimi tempi per una piccola questione di etichetta, nella quale la naturale franchezza del Generale si è urtata nella delicata suscettibilità [acquisita vidrìosi-dad] del diplomatico. Dato che i due non potranno mai intendersi e se l'Imperatore desidera mantenere in Roma il Duca e sfugge dal definire più chiaramente le proprie intenzioni verso la Santa Sede, non