Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <207>
immagine non disponibile

Roma nel 1860 * 207
sembra probabile ebe il Conte di Goyon torni a riprendere il comando della Divisione francese, nonostante i desideri che questo Governo dimostra per il suo ritorno.
* * *
Le cose, frattanto, si intorbidavano sempre di più. e da Roma si guardava con pari apprensione a quel che avveniva o si preparava di là dalle frontiere tanto meridionali quanto settentrionali. Né contro i pericoli temuti era sufficiente conforto la baldanza del Lamoricière il quale come riferisce il Sandoval a prova della indole audace e intraprendente di lui or non è molto arringando le milizie dislocate a Viterbo aveva detto loro che non. tarderebbe a condurle a Bologna . Impresa arrischiata sarebbe questa com­menta il diplomatico spagnuolo e dubito che, sebbene arrida al generale Lamoricière ed al Ministro della guerra monsignor de Merode, giunga ad effettuarsi, secondo quanto ho sentito dire al riguardo dal Cardinale Segretario di Stato e anche dallo stesso Santo Padre .
Giungevano, invero, quotidianamente voci di progetti di invasione dalla parte della frontiera toscana: quella che riferiva un concentramento di duemila uomini a Santo Stefano sembrò più consistente. Il Governo pontificio già aveva dato disposizioni per opporsi agli invasori quando l'Ambasciatore di Francia comunicò al cardinale Antonelli che il Governo francese aveva chiesto a Torino lo scioglimento delle forze riunite a Santo Stefano e, poco dopo, che il Governo sardo aveva accolto la richiesta e aveva anche ordinato che alcune navi da guerra della Marina piemontese incrociassero sulle coste pontificie allo scopo di impedire qualsiasi sbarco .
H Sandoval riferisce, però, la opinione che esistesse un qualche piano, che poi non potè essere effettuato, in combina­zione senza dubbio coi rivoluzionari della Sicilia ed osserva che vi erano motivi perchè a Roma si sospettasse della