Rassegna storica del Risorgimento

1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
anno <1937>   pagina <208>
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Gino Bandoli
partecipazione che in questo piano poteva avere il Governo sardo . Fatto è che lo stesso giorno delle comunicazioni del Gramont ad Antonelli circa i passi fatti presso Cavour si presentavano in vista di Civitavecchia due o tre navi della Marina sarda che poi non tardavano a scomparire . Nel dare tali notizie il Sandoval aggiunge:
Tatto questo è stata una commedia, mi diceva il Cardinale Segre­tario di Stato, alludendo alla specie di cortesia che pareva fargli il Governo francese con i suoi avvisi e con i suoi passi. E non era pos­sibile che la interpretasse in altro modo nello stato d'animo di sfiducia, che sono lontano dal credere sia infondato, in cui sono giunti qui circa le intenzioni del Sovrano francese.
Il Sandoval riferì altresì una dichiarazione importante fatta dal Gramont al cardinale Antonelli
nel parlargli delle istruzioni comunicate dall'Imperatore al suo Rap­presentante in Torino, e questa dichiarazione fu che si era fatto comprendere al Governo piemontese che la Francia vedrebbe con sommo dispiacere qualsiasi invasione che, attraverso la frontiera degli Stati sardi, venisse fatta nei domini della Santa Sede e che nel caso che tale invasione avvenisse la Francia si crederebbe nella necessità di aumentare le truppe che oggi guarniscono Roma e Civi­tavecchia. H Cardinale non aveva tralasciato di prendere atto delle parole dell'Ambasciatore per ricordarle nelle evenienze che potessero sopraggiungere.
Come se non bastasse per la Santa Sede l'ansia per queste oscure evenienze , un altro motivo di preoccupazione per essa sorgeva dai massacri di Siria che costringevano il Papa a dovere, anche per questo riguardo, non inasprire maggior­mente i rapporti con la Francia e con altre' Potenze. E poiché si era accusato il Governo di Roma di restare indifferente, tutto assorto nella strenua difesa del Potere temporale, agli eccidi dei cristiani 'siriaci, il Sandoval non manca di porre in rilievo la lettera che Pio IX il 29 luglio aveva diretto al