Rassegna storica del Risorgimento
1860 ; DIPLOMAZIA ; ROMA ; SPAGNA
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1937
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Gino Bandita
sbarcati ad Ancona i quattromila soldati che il Duca di Modena manteneva a sue spese nei pressi di Mantova perchè mentre è certo che il Governo della Santa Sede intavolò, or non è molto, trattative con quel Principe perchè gli cedesse tali forze per unirle all'esercito pontificio, si rifiutò ad accettare la condizione che il Duca esigeva che i suoi soldati figurassero quali sudditi modenesi da lui inviati in difesa di Sua Santità mentre il Duca, da parte sua, non si acconciò a lasciarli considerare come un qualsiasi altro corpo organizzato sotto la bandiera pontificia .
Si continuava, frattanto, a guardare all'Austria con la speranza che si decidesse ad agire. Si era vociferato con insistenza, in quei giorni dopo la metà di agosto, che il Governo di Vienna avesse inviato a quello di Torino una Nota sull'atteggiamento che l'Austria avrebbe assunto verso il Piemonte dal momento nel quale Garibaldi occupasse gli Stati napoletani di terraferma. Ma gli Ambasciatori d'Austria e di Francia a Roma dicevano al Sandoval di ignorare che una siffatta Nota fosse stata spedita: il cardinale Antonelli si esprimeva con lui negli stessi termini: cosicché il Sandoval ne desumeva che fosse da credere che quella voce circolasse senza essere subito smentita nella stampa ministeriale di Torino allo scopo di eccitare lo spirito pubblico e di facilitare il buon resultato ottenuto dal Prestito emesso dal Governo sardo .
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Ormai però l'incendio temuto investe direttamente il territorio pontificio. Prima a ribellarsi è Benevento. Il Sandoval ne informa così il suo Governo il 28 agosto nel dispaccio n. 128 ed è da rilevare come si volesse fare apparire la sollevazione di quella città quale un moto di tendenze comuniste.
Nella situazione in cui si trova il vicino Regno di Napoli era quasi inevitabile che scoppiasse qualche movimento nel Distretto di